ricerca_innovazione_focus.jpg
Cultura, Istruzione e Ricerca - 07/05/2009 17:18

Ricerca e innovazione: conoscere per uscire dalla crisi

Rafforzare il sistema della ricerca e dell’innovazione in Toscana, trasferire il sapere alle imprese. Creare una rete per rendere partecipi tutti i soggetti interessati ad una politica di promozione, diffusione e valorizzazione della conoscenza per favorire politiche di sviluppo sostenibile.
 
Sono questi i tratti essenziali della nuova legge sulla ricerca e l’innovazione.
Il provvedimento è stato approvato dal Consiglio regionale nella seduta di martedì 21 aprile 2009 e  definisce gli strumenti di intervento per lo sviluppo in Toscana dell’alta formazione e della ricerca scientifica, tecnologica, umanistica, economica e giuridica.
 
La nuova legge vuole far compiere un salto di qualità nei rapporti fra ricerca e mondo produttivo.
Si indica la strada per far interagire sistema produttivo e dei servizi e sistema regionale della ricerca, con il potenziamento delle iniziative di alta formazione, consolidando i rapporti che la Regione e gli enti locali intrattengono da tempo con Università e istituti di alta formazione, l'incentivazione di incubatori di imprese innovative.
Si distingue tra ricerca fondamentale, per la quale sono previsti interventi su progetti attinenti a specificità toscane o legati a settori che fanno della regione un'eccellenza, e ricerca industriale. Per la quale è previsto un intervento riferito al modello di sviluppo sperimentale e al trasferimento dei risultati della ricerca.
Si interviene nel sistema di relazioni fra tutti i soggetti protagonisti dei processi innovativi, con l’obiettivo di coordinare competenze e risorse per creare le condizioni necessarie ad attrarre investimenti e far crescere in Toscana imprese di alta qualità tecnologica e ambientale.
 
Il punto di partenza è rappresentato dalla rete regionale della ricerca che intende favorire la cooperazione fra istituzioni ed enti che in Toscana lavorano nell'ambito dell’alta formazione e della ricerca pubblica e privata. La Regione favorirà la partecipazione di questi soggetti all'elaborazione dei programmi regionali attraverso la Conferenza regionale per la ricerca e l'innovazione. Si tratta di una struttura permanente di consultazione della Giunta, rappresentativa del mondo istituzionale, di quello accademico, delle imprese e dei servizi. Alla Conferenza compete di concorrere alla programmazione e collaborazione delle attività di ricerca svolte dall’Osservatorio regionale, istituito presso l’Irpet.
Sarà un atto di indirizzo a carattere pluriennale, predisposto dalla Giunta e approvato dal Consiglio regionale, a definire le linee di intervento e il relativo quadro finanziario.
 
La legge è stata approvata a maggioranza con l'astenzione dei gruppi del Pdl
 
Nel dettaglio, 34 sono stati i voti a favore, 7 astenuti e un voto contrario.
Hanno votato a favore i consiglieri della maggioranza, si è astenuto il Pdl e ha votato contro l’Udc.
A motivare l’astensione di Forza Italia-Pdl e Alleanza Nazionale-Pdl, dopo l’iniziale orientamento di voto contrario, è stato l’inserimento nel testo della legge di un emendamento presentato a firma congiunta anche con i gruppi di maggioranza, con il quale si è introdotta una rappresentanza delle associazioni dei lavoratori e di quelle datoriali nel Comitato esecutivo, organo della Conferenza regionale per la ricerca e l’innovazione.
 
Stanziati 200 mila euro per il 2009-2010
 

Il testo della legge è in armonia con gli indirizzi della programmazione regionale, nazionale ed europea, favorisce l'interazione tra i diversi ambiti del sapere e della conoscenza.
Si tratta di un provvedimento che distingue tra ricerca fondamentale e ricerca industriale e che per la prima volta prevede interventi su progetti attinenti a specificità toscane o legati a settori che portano la Toscana a livelli di eccellenza. Si introducono due modifiche sulla specializzazione delle commissioni di valutazione (con vocazioni settoriali) e sugli incarichi che dureranno massimo tre anni e non saranno riproponibili.
Gli oneri per questa attività sono stimati in 200 mila euro per gli anni 2009-2010. Un significativo effetto finanziario della legge è quello determinato dall'obbligo di sottoporre a valutazione preliminare, in itinere e finale, i risultati della ricerca per acquisire una precisa conoscenza degli effetti potenziali dell'intervento svolto dalla Regione. Altri elementi innovativi riguardano il legame tra processi di finanziamento, progetti di ricerca e progetti produttivi, l'eliminazione delle agenzie regionali, l'integrazione della conferenza regionale per la ricerca e l'innovazione con rappresentanti sindacali