saharawi.jpg
Politica e Istituzioni, Varie - 22/09/2011 16:43

Saharawi, Fedeli: Italia sappia coordinare politiche europee per Nord Africa

Nel giornata inaugurale della terza conferenza internazionale delle città gemellate con il popolo Saharawi, che domani e dopodomani svolgerà i propri lavori a Livorno e Piombino, è stato sottoscritto il patto di solidarietà ed amicizia

 

Firenze – “In questi giorni è in gioco non solo la stabilità della Grecia e dell’Italia, ma di tutta l’Europa. Se, come auspico, l’Unione Europea saprà dare una risposta coraggiosa alla crisi, allora sarà capace di rafforzare in senso federale la sua azione comune. E’ chiaro che nessuno Stato può pensare di affrontare le sfide globali da solo. Sostenere l’istituzione di un governo economico europeo, forte di un bilancio federale, potrebbe aiutare tutti, europei ed africani, nello scenario del Mediterraneo”.
Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio regionale e presidente dell’Aiccre Toscana, Giuliano Fedeli, durante il suo intervento in Palazzo Vecchio, a Firenze, dove questa mattina ha preso il via la terza conferenza internazionale delle città gemellate con il popolo Saharawi, che domani continuerà i suoi lavori a Livorno e dopodomani a Piombino.
Fedeli, che ha auspicato per l’Italia il coordinamento delle politiche europee nel Mediterraneo, ha avanzato una proposta: “Un piano Marshall per il nord Africa perché il sostegno dell’Unione Europea alle forze democratiche del Maghreb potrebbe essere di aiuto anche per la libertà del popolo Saharawi”.
 
Nel corso della conferenza, cui sono intervenuti i rappresentanti istituzionali di svariate città del mondo, fra cui i primi cittadini di Algeri, Sidney, Montevideo, è stato sottoscritto il patto di solidarietà, amicizia e gemellaggio con il popolo Saharawi.
Significativo, fra gli altri, l’intervento del primo ministro della Repubblica araba del Saharawi, Omar Abdelkader, che ha sottolineato “l’importanza della sensibilizzazione e dell’azione internazionale” e ha ricordato come la causa del Saharawi sia sostenuta dal Fronte Polisario.
La segretaria dell’Aiccre Toscana, Patrizia Dini, ha evidenziato “i numeri che hanno contraddistinto questa giornata” con “ben trentotto gonfaloni di città e province” e il fatto che “in Toscana sono ben 183 gli Enti gemellati con il popolo Saharawi”. Fra questi, la Regione, le dieci Province, ben 162 Comuni, cinque comunità montane ed i cinque Quartieri di Firenze. La Dini ha anche rammentato che “in tutta Italia sono 283 gli Enti gemellati con le tendopoli dei Saharawi”.
Fra i partecipanti, il consigliere regionale Eugenio Giani, il presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci, la presidente della commissione Pace e relazioni internazionali del Comune fiorentino Susanna Agostini in rappresentanza del sindaco Matteo Renzi, il presidente del Consiglio provinciale di Livorno Fabio Di Bonito. Erano inoltre presenti esponenti della Regione Emilia Romagna e dei Comuni e delle Province toscane ed emiliane.
I lavori della mattina sono stati conclusi da Luciano Ardesi, presidente dell’associazione nazionale Solidarietà al popolo Saharwi, che ha chiesto l’attenzione del mondo e dell’Europa: “Di fronte all’ostilità del Marocco a riconoscere l’indipendenza del Saharawi, e alla determinazione di quel popolo a non cedere, la comunità internazionale deve reagire ed intervenire”.
 
Nel pomeriggio, sotto la direzione del vicepresidente Fedeli, che ha portato i saluti del presidente Alberto Monaci, si è svolta nell’Aula consiliare di Palazzo Panciatichi, sede del Consiglio toscano, una tavola rotonda sulla cooperazione e la pace che ha posto al centro della propria discussione le richieste degli Enti locali per una politica europea di “pace governata” e l’impegno a favore di una Costituzione europea.
“Dobbiamo essere sempre e comunque al fianco dei popoli in lotta per la libertà e la democrazia”, ha sottolineato Fedeli. Che ha ricordato che domani la conferenza internazionale si sposterà al Museo provinciale di Storia naturale di Livorno e dopodomani concluderà i suoi lavori nei locali del Centro giovani di Piombino.