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Turismo e Sport - 21/09/2011 15:38

Imposta di soggiorno: via libera della commissione Sviluppo economico

La proposta di delibera della Giunta è passata con i voti favorevoli di Pd, Idv e Fed. Sin-Verdi e quelli contrari di Pdl e Udc

Firenze – “Il testo della delibera approvato oggi in Commissione è frutto di un lavoro comune tra il Consiglio, che ha avanzato alcune osservazioni, l’assessore Scaletti e gli uffici regionali e che ha portato a un buon risultato condiviso”. Lo ha dichiarato Caterina Bini (Pd), presidente della commissione Sviluppo economico del Consiglio regionale, a margine della seduta che ha approvato a maggioranza (Pd, Idv e Fed Sin- Verdi a favore, Udc e Pdl contrari) la proposta di delibera della Giunta che dà ai Comuni, sulla base di alcuni criteri, la possibilità di istituire l’imposta di soggiorno. Il testo originale è stato modificato proprio nella parte dei criteri secondo i quali i Comuni potevano procedere all’istituzione dell’imposta.
“Secondo il testo originale – ha spiegato la presidente Bini – il Comune poteva procedere all’istituzione dell’imposta solo dopo aver istituito l’Osservatorio turistico di destinazione. Questa ipotesi era stata oggetto di alcune osservazioni, soprattutto da parte dei piccoli Comuni, preoccupati per gli eventuali oneri finanziari da sostenere e per le difficoltà che la gestione dell’osservatorio poteva produrre sul fronte del personale e su quello amministrativo”.
Il nuovo testo, ha spiegato ancora la presidente, specifica che sui Comuni non graveranno oneri economici e che essi dovranno istituire l’Osservatorio senza la necessità di costituirlo presso la propria sede, ma potranno prevedere di utilizzare l’Osservatorio della propria Provincia di appartenenza. Con questa delibera, quindi, si estende a tutti i Comuni della Toscana – dopo che la normativa nazionale aveva già riconosciuto questa possibilità ai Comuni capoluogo di provincia e a quelli appartenenti alle Unioni dei Comuni – la facoltà di istituire la propria imposta di soggiorno.
 
 
In pratica, secondo la delibera, i Comuni che vorranno istituire l’imposta di soggiorno dovranno prima istituire l’Osservatorio di destinazione turistica, che discende dai criteri adottati a livello europeo, decidendo se costituirne uno proprio oppure utilizzare quello della Provincia. L’Osservatorio, oltre a raccogliere dati circa le presenze turistiche, dovrà misurare l’impatto del turismo sui bilanci comunali in termini di costi sostenuti per i servizi erogati (ad esempio, raccolta e smaltimento dei rifiuti, fabbisogno energetico, trasporto pubblico). In questo modo, i Comuni potranno meglio determinare l’importo dell’imposta, i cui proventi dovranno essere destinati a finanziare interventi nel settore del turismo, dei beni culturali e ambientali, e dei servizi pubblici locali.
 
 

Secondo Marco Taradash (Pdl), l’istituzione degli Osservatori “è un modo per complicare le cose” e la scelta giusta “sarebbe stata quella di definire ‘turistico’ l’intero territorio regionale”. Del resto, ha ricordato, “ci sono Comuni non turistici, ad esempio nella provincia di Firenze, che sostengono però, attraverso la dotazione alberghiera, parte dei flussi turistici che insistono su Firenze”. Anche per Matteo Tortolini (Pd) “sarebbe logico considerare la Toscana come un unico grande distretto turistico”, ma ha riconosciuto che il criterio dell’Osservatorio, se utilizzato con gli scopi individuati nella delibera, può avere una sua funzionalità positiva. Secondo Giuseppe Del Carlo (Udc), infine, “la delibera, poiché si è scelto di non stilare l’elenco dei Comuni turistici, scarica sui Comuni la decisione di imporre una nuova tassa”.