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Varie - 04/05/2009 18:39

Giornata Onu: favorire la libera iniziativa dei liberi giornalisti

Il Consiglio toscano ha dedicato una giornata al caso Russia mettendo al centro il rapporto fra informazione e potere

Firenze – Ogni anno il Consiglio regionale della Toscana, in collaborazione con qualche associazione che si occupa del diritto ad avere in Italia e nel mondo un’informazione sempre più libera, celebra il tema della libertà di stampa, proponendo all’attenzione generale un caso o un personaggio o un evento.
Quest’anno l’iniziativa, coincisa con la 19esima edizione della Giornata dell’Onu per la libertà di stampa nel mondo, è stata organizzata in collaborazione con la rivista Testimonianze e con l’Information safety and freedom, associazione presieduta dal giornalista Stefano Marcelli. E all’incontro odierno, incentrato su Informazione e potere, il caso Russia, hanno partecipato il redattore capo di Radio Free Europe Andrey Shary e il giornalista iraniano Ahamad Rafat.
Il tema della libertà di stampa, ha detto a Palazzo Panciatichi (Firenze - via Cavour, 4) il consigliere delegato al saluto istituzionale dalla Presidenza del Consiglio toscano, è stato affrontato mettendo sotto la lente d’ingrandimento il caso Russia, un Paese in cui non mancano i giornalisti che hanno avuto problemi o che addirittura sono stati uccisi per aver raccontato verità scomode, come dimostranono gli omicidi di Anna Politkovskaya a Mosca e del cronista Antonio Russo di Radio Radicale, quest’ultimo però ucciso in Georgia, a dimostrazione del fatto che la questione della libertà di stampa è aperta in tutti i Paesi dell’ex Unione Sovietica.
 
Il lavoro del giornalista, è stato evidenziato, richiede coraggio e anche rischi personali. In questo senso il caso Russia diventa un caso paradigmatico, fermo restando che i casi paradigmatici, purtroppo, nel mondo sono tanti. Basti pensare, ad esempio, all’Iran e alla vicenda della giornalista americana di origine iraniana Roxana Saberi, in carcere per “spionaggio” ai danni del regime di Mahmoud Ahmadinejad, oppure alla Cina, dove la libertà di stampa è apertamente repressa o comunque è in questione.
Tuttavia anche nei Paesi dove la stampa è formalmente libera esiste, oggigiorno, una questione relativa all’informazione, che molto spesso è condizionata e non sempre senza bavagli come invece dovrebbe essere.
In questi Paesi, è stato detto, le testate giornalistiche ad esempio chiudono per motivi economici ed i professionisti sono costretti, per lavorare, a fare altro, ad arrangiarsi, a scendere a patti col potere ed a compromessi.
In Italia il sistema non ha ancora raggiunto i livelli degli Stati Uniti, dove la crisi economica ha fatto sì che quello dei media sia attualmente uno dei settori più penalizzati. Ma anche da noi il livello di guardia è ormai alle viste. Per cui, si è concluso, occorre mettere in atto politiche e strumenti per salvaguardare l’autonomia della stampa e per favorire la libera iniziativa dei liberi giornalisti.
 
Le Istituzioni, ha concluso il consigliere regionale delegato, devono sostenere la stampa e chiunque sia interessato al fatto che venga pienamente attuato l’articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti umani, che sancisce la libertà di opinione e il diritto a non essere molestato per le proprie idee, non può tirarsi indietro, oggi, rispetto al dovere morale di chiedere interventi concreti a favore di un’informazione giornalistica sempre più libera e indipendente.