Varie - 25/05/2011 13:34

Protocollo d’intesa con la Repubblica popolare cinese

Una comunicazione della vicepresidente della Regione Stella Targetti sulle prospettive di collaborazione. Gli interventi di Gambetta Vianna, Magnolfi, Gazzarri, Giani, Staccioli

Firenze – Il protocollo d’intesa con il ministero della Scienza e tecnologia della Repubblica popolare cinese e con la provincia delle Zhejiang è stato al centro di una comunicazione della vicepresidente della Giunta regionale, Stella Targetti. La vicepresidente ha illustrato le caratteristiche della futura collaborazione, ha ricordato che dopo la missione nel luglio 2010 per l’Expo di Shanghai è emersa l’ipotesi di costruire una “strategia paese Cina”, con una serie di attività da sviluppare con il sistema istituzionale e produttivo toscano. In questa prospettiva, nel novembre scorso, è stato organizzato a Firenze da Toscana promozione un Forum, che ha ospitato per la prima volta in Italia cinquanta tra i principali centri di ricerca ed imprese cinesi delle province di Zhejiang e Shandong, delle città a statuto speciale Chongqing e Tianjin.
 
Nel corso dell’iniziativa sono stati presentati circa cento progetti su scienza della vita, nuovi materiali, energie rinnovabili, meccatronica, per dare vita a future collaborazioni con i partner italiani. Targetti ha quindi sottolineato che nel corso di un successivo incontro, il ministro della Scienza e tecnologia, il professor Wan Gang, ha proposto alla Regione Toscana di creare a Prato un Centro di ricerca congiunto nel settore del tessile. Per questo la Regione Toscana ha presentato al ministero degli esteri il progetto pilota “Tex_Tech: innovazione e trasferimento tecnologico nella sfera del tessile”, che è stato approvato e ammesso al cofinanziamento.
 
La vicepresidente ha infine ricordato che nel marzo scorso il direttore di Toscana promozione ha incontrato la municipalità di Wenzhou, che ha confermato la disponibilità a creare il centro di ricerca a Prato, promuovendo una strategia che consenta anche di far emergere nel distretto l’economia sommersa di imprese cinesi, la loro qualificazione e l’apertura di canali commerciali per le imprese toscane. “E’ in questo contesto che le autorità dello Zhejiang ci hanno proposto di firmare il protocollo di intesa – ha concluso Targetti – Lo scopo è la realizzazione del centro, lo sviluppo di nuove tecnologie, l’apertura di flussi commerciali, ma anche l’approfondimento di temi legati ai sistemi sanitari, la promozione turistica e la cooperazione universitaria”.
 
“Scendiamo a patti con una provincia che non rispetta i diritti umani, in precarie condizioni ambientali, che importa circa 934 milioni di euro ed esporta per 2 miliardi” ha dichiarato il capogruppo di Lega Nord Toscana, Antonio Gambetta Vianna, sottolineando inoltre che molti prodotti tessili sono realizzati con materiali dannosi per la salute. “Assecondiamo la politica economica espansionista della provincia cinese – ha aggiunto – che vuole innalzare il proprio livello tecnico ai danni di quello italiano”.
 
“E’ una comunicazione inconsistente, priva di contenuti, che suscita più dubbi che interesse. Ci sono rischi evidenti e ricadute tutte da scoprire” ha osservato il capogruppo PdL Alberto Magnolfi. “Le preoccupazioni delle associazioni di categoria sono le nostre preoccupazioni” ha aggiunto, rilevando che il protocollo sembra unicamente voler dare una prospettiva al centro di ricerca promosso dalla provincia di Prato, “uno scatolone vuoto, costato due milioni di euro, senza uno straccio d’idee”.
 
“E’ una grande opportunità da sfruttare al meglio” ha affermato la capogruppo Idv Marta Gazzarri, ricordando che il futuro economico della Toscana passa per la difesa delle produzioni tradizionali, ma anche per lo sviluppo dell’innovazione e della ricerca, con la creazione di nuovi poli. “L’export è centrale per la nostra economia – ha sottolineato – ed il tessile ed abbigliamento sono settori di punta”. In questa prospettiva, a suo parere, la collaborazione ed il confronto con la realtà produttiva cinese può avere ricadute positive, come l’emersione delle aziende da zone d’ombra, un trattamento dignitoso dei lavoratori, nuovi sbocchi commerciali, possibilità di investimenti. La collaborazione istituzionale, inoltre, può allargarsi al settore sanitario ed alla promozione turistica.
 
“La comunicazione va oltre il centro di ricerca - ha rilevato Eugenio Giani (Pd) - Indica una strada, una strategia generale verso il sistema Cina per creare sinergie ed opportunità, da sviluppare a tutti i livelli”. In questa prospettiva ha ricordato come il Forum del novembre scorso a Firenze ha permesso di entrare in contatto con alcune realtà importanti, come il contributo dato da architetti italiani allo sviluppo delle città, oppure quello dei nostri archeologi.
 
“La collaborazione sarebbe necessaria, ma sulla sicurezza del consumatore – ha dichiarato Marina Staccioli (Lega Nord Toscana)- E dovremmo esportare le nostre leggi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sull’ambiente”. A suo parere la Toscana farebbe meglio a sfuggire “al caldo abbraccio cinese” ed “essere competitiva ad armi pari nel mercato globale, senza scorciatoie né compromessi”.
 
A conclusione del dibattito la replica del vicepresidente della Giunta regionale. “Siano consapevoli che una collaborazione con la Cina non è facile – ha affermato Stella Targetti – E’ un programma tutto da scrivere, ma mettiamo le premesse per un percorso che riteniamo fondamentale. Affrontiamo il tessile: non abbiamo voluto girare intorno al problema, ma cerchiamo di trasformare una criticità in opportunità. Mettiamoci alla prova senza paura”.