Servizi di Pubblica Utilità - 31/03/2011 11:12

Servizi pubblici locali: il dibattito

Gli interventi dei consiglieri Giovanni Ardelio Pellegrinotti (Pd), Marina Staccioli (Lega nord), Vittorio Bugli (Pd), Marta Gazzarri (Idv) e del vicepresidente del Consiglio Roberto Benedetti

Firenze - “Il lavoro che abbiamo fatto ha scoperto un mondo incredibile fatto di tutto e di più: un numero impressionante di società che operano sul territorio”. Così ha esordito Giovanni Ardelio Pellegrinotti (Pd), aprendo il dibattito sulla relazione finale. Dopo aver dato atto ad Antichi della determinazione nello svolgere il proprio compito, il vicepresidente della commissione d’inchiesta ha invitato a non essere troppo severi, vista da un lato l’incertezza giuridica dell’effettiva scadenza dei termini – in tema di uscita dalle partecipate e anche di affidamenti di servizi obbligatori – e dall’altro la necessità di proseguire nelle iniziative intraprese. Imperativo categorico, per Pellegrinotti, è “snellire la macchina burocratica e istituzionale, sburocratizzare e rendere più efficiente il sistema locale”. “La Giunta regionale con il suo programma ha avviato un percorso per far fronte a questa situazione, per mantenere i servizi alla popolazione, renderli migliori e a costi inferiori” ha continuato. “E’ necessario che ciò accada per tutti i cittadini, per chi vive in città come nei piccoli paesi, al mare o in montagna”. “Il lavoro di questa commissione non si poteva concludere, lasciamo la fotografia di questa realtà alla riflessione del Consiglio e alle associazioni delle Autonomie locali – ha sottolineato Pellegrinotti – affinché con più coraggio si guardi ai cittadini, ai loro problemi e alle soluzioni di questi come priorità rispetto agli assetti istituzionali e delle loro partecipate”.
“Prima di tutto faccio i complimenti alla commissione d’inchiesta per la relazione conclusiva che ci ha sottoposto – ha affermato Marina Staccioli (Lega nord) – una relazione ricca di dati, chiara, ben strutturata, che riesce a far luce su un tema importante che riguarda la pubblica amministrazione e che mette in risalto l’inefficienza del sistema toscano”. Secondo la consigliera “il dato preoccupante è che non esiste la consapevolezza della riforma nazionale, della ratio legis per così dire, fra gli enti pubblici che invece dovrebbero essere gli attori fondamentali di questa riforma, Regione in primis”. Andando oltre le criticità e le problematiche illustrate, la Staccioli ha definito “positivi i nuovi stimoli e le proposte della Commissione”, con l’auspicio “che la Giunta regionale e questo Consiglio, senza distinzione tra maggioranza e opposizione, facciano proprie le indicazioni e procedano con sveltezza nelle determinazioni di propria competenza, in vista di una riforma organica capace di mettere la parola fine all’esistenza di tanti carrozzoni”.
Ringraziamenti e apprezzamento per il lavoro fatto sono stati espressi anche dai consiglieri Vittorio Bugli (Pd), Marta Gazzarri (Idv) e dal vicepresidente del Consiglio regionale Roberto Benedetti.
“Per rendere più cogenti le conclusioni e gli input della commissione proporrei anche una riflessione in sede di capigruppo – ha proposto Bugli – con l’impegno di portare avanti qualcosa di determinante sul tema in questa legislatura”.
“Questo prezioso lavoro, ricco e puntuale è patrimonio di tutti – ha sottolineato Gazzarri – e ci consente di lavorare tutti insieme”.
“L’Ufficio di presidenza valuterà la proposta della riflessione nei capigruppo”, ha assicurato Benedetti, dopo aver parlato di “dibattito aperto e costruttivo”.
Alla riflessione politica il compito di indicare le strategie per passare dalle parole ai fatti, per snellire il sistema.