Servizi di Pubblica Utilità - 31/03/2011 11:08

Servizi pubblici locali: la relazione finale della commissione d’inchiesta

Le conclusioni del presidente Alessandro Antichi (Pdl)

Firenze – Unanime apprezzamento, in aula, per la relazione finale della commissione d’inchiesta finalizzata a verificare lo stato di attuazione delle norme nazionali in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica. Il presidente Alessandro Antichi (Pdl), dopo aver ricordato le varie tappe e le attività svolte dalla Commissione, a partire dal giugno 2010 fino al termine dei lavori, prorogati al 31 marzo 2011, ha messo l’accento su alcuni dati salienti, partendo da un punto fermo: “la prima proposta di conclusione è quella di non scrivere la parola fine”.
“La relazione finale, che fa tesoro di una mole di dati raccolti e di osservazioni provenienti da protagonisti istituzionali, presenta una fotografia dinamica e realista del modo di essere delle amministrazioni pubbliche rispetto ad una materia viva, ovvero quella delle partecipazioni e affidamenti dei servizi – ha sottolineato il presidente – dove il sistema degli enti locali toscano ha mantenuto un approccio minimalista, rispetto alle sfide derivanti dall’applicazione della normativa nazionale di riferimento, in costante evoluzione”. Da qui la presa d’atto del ritardo – anche sul fronte delle partecipazioni regionali – delle determinazioni di competenza sia della Giunta che del Consiglio. Antichi ha parlato di “lentezza” e “vischiosità” del sistema delle autonomie e della Regione, che ha determinato il passaggio dal “socialismo municipale”, caratterizzato dal ruolo attivo delle aziende pubbliche, al “capitalismo municipale”, ovvero “alla proprietà pubblica di assetti statici, dove le aziende gravano sui bilanci pubblici e sulle tasche dei cittadini”. “Il superamento del capitalismo municipale, ormai divenuto una zavorra per i governi locali – ha sottolineato il presidente – deve tornare al centro del dibattito come completamento irrinunciabile della riforma delle istituzioni toscane”.
E il lavoro della commissione può essere davvero molto utile, come dimostrano alcuni dati: su 330 enti contattati, in 250 hanno risposto al questionario, e la raccolta di tutti i dati e documenti, elaborati dall’Irpet (Istituto regionale di programmazione economica), ha permesso di individuare circa 393 società partecipate. Rispetto al totale delle partecipazioni, nel 54 per cento dei casi è stata compiuta la valutazione sull’essenzialità o meno delle imprese partecipate al perseguimento dei fini istituzionali dell’ente. Il 46 per cento delle volte non è stato espresso un giudizio.
Per quanto riguarda gli affidamenti dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, l’inchiesta sul rispetto della disciplina transitoria ha evidenziato, come affermato da Antichi, una “situazione più tranquilla”, quindi di sostanziale adeguamento degli enti alle norme, tranne che nei settori acqua e rifiuti, dove emerge una notevole eterogeneità tra le tariffe applicate nei diversi Comuni della Toscana. 
“La prima ovvia conclusione, sul piano istituzionale, dei lavori della commissione – ha puntualizzato - è aprire un dibattito tra il Consiglio regionale e il Consiglio delle Autonomie locali, magari in sede di seduta congiunta annuale”. Quindi, come ulteriore passaggio, consentire il monitoraggio dello stato di avanzamento della riforma dei servizi pubblici locali, attraverso un approfondimento dei dati, nel programma delle attività dell’Irpet per il 2011. “La commissione intende spingersi ancora oltre – ha continuato Antichi – chiedendo che il tema della razionalizzazione, valorizzazione e dismissione delle partecipazioni non strategiche sia esaminato insieme alle norme sul sistema delle autonomie, per continuare il dibattito a livello alto, in sede di riforma istituzionale”.
Il presidente ha infine chiuso il proprio intervento ringraziando tutti per la collaborazione: commissari, collaboratori e assistenti.
 
Servizi pubblici locali: il dibattito