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Servizi di Pubblica Utilità - 20/07/2010 17:15

Servizi pubblici: dalle associazioni forte preoccupazione

Cispel, Confindustria, Confartigianato, Confesercenti, Confcommercio, Cgil, Adiconsum, Federconsumatori, Casartigiani Firenze in commissione speciale. La sensazione comune è quella di un comparto dei servizi pubblici su cui l’attenzione deve rimanere alta

Firenze – Una partita da “giocare con intelligenza”, sgombrando il campo da ogni “demagogia” perché sui servizi pubblici si gioca il futuro della Toscana. Si muove con la massima attenzione la commissione d’inchiesta presieduta da Alessandro Antichi (PdL). Dopo l’incontro con Irpet (Istituto regionale di programmazione economica), è stata la volta di Cispel, Confindustria, Confartigianato, Confesercenti, Confcommercio, Cgil, Adiconsum, Federconsumatori, Casartigiani Firenze.
 
Un’audizione da cui è uscita una “preoccupazione unanime” non solo alla luce delle scadenze imposte dalla normativa nazionale (art. 3 comma 29 della legge 244 del 24/12/2007 – Finanziaria Prodi; art. 23 bis comma 8 del Decreto legge 112 del 25/06/2008), ma anche per i pesanti tagli che la Manovra Finanziaria (passata in Senato lo scorso 15 luglio ndr) prevede di adottare in molti comparti.
 
Primo fra tutti il trasporto pubblico locale, ricordato anche dal vicepresidente della commissione Giovanni Ardelio Pellegrinotti (Pd) e che rischia di “far saltare l’intero sistema regionale”. Preoccupazione che abbraccia il settore idrico come quello dei rifiuti su cui Cispel ha raccomandato di realizzare una “politica industriale” condizione necessaria per una “vera razionalizzazione del sistema”. Ottimizzazione che per Confindustria si traduce soprattutto nel “superamento di un deficit infrastrutturale noto e non più procrastinabile”, condiviso anche da Confartigianato, Confesercenti e Confcommercio che hanno lamentato “tempi eccessivi” nell’operare scelte strategiche, auspicando una semplificazione che “non penalizzi esperienze private funzionanti”. È il caso, per esempio, di Fidi Toscana e di quei soggetti che operano nel campo della promozione, marketing e internazionalizzazione. L’orizzonte “non pare roseo” nemmeno per la Cgil che sui servizi pubblici ha un’idea chiara, “non a rilevanza economica ma di pubblica utilità”, e su cui occorre intervenire anche attraverso “economie di scala”. Unica eccezione l’acqua, servizio che “non deve avere ritorni economici” e quindi rimanere a gestione integralmente pubblica.
 
Dalle associazioni Adiconsum, Federconsumatori e Casartigiani Firenze, la preoccupazione più evidente è quella che un “arretramento del ruolo pubblico peggiorerà le condizioni degli utenti” e l’esortazione alla commissione a muoversi non solo nel “fotografare la situazione toscana” ma ad entrare più nel merito delle questioni “rilanciando un percorso di consolidamento industriale, condizione necessaria per garantire servizi più adeguati”. Dal presidente Antichi la rassicurazione che tutti gli aspetti e i problemi posti “verranno attentamente approfonditi. Oggetto di questa commissione è capire come arriveremo alle scadenze imposte. È tuttavia evidente che sul sistema dei servizi pubblici il ragionamento deve essere molto più ampio”.