Politica e Istituzioni - 28/01/2009 12:42

Spese di rappresentanza del Consiglio: approvata la nuova disciplina

Voto unanime sulla proposta licenziata dall’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea

Firenze – Approvata all’unanimità dall’aula la proposta di legge d’iniziativa dell’Ufficio di presidenza che riforma la disciplina in tema di spese di rappresentanza del Consiglio regionale.
La legge è stata votata al termine di un vivace dibattito d’aula che ha portato il presidente di turno, Alessandro Starnini, a una breve sospensione dei lavori prima di passare alla votazione finale.
Il testo approvato innova la normativa sino ad oggi in vigore, in particolare la legge n. 5 del 2004: con la nuova disciplina si dispone una più esatta individuazione delle spese, a cui debbono corrispondere altrettanti articoli nel capitolo di bilancio.
In particolare si prevede che l’Ufficio di Presidenza del Consiglio stabilisca un limite annuo di dotazione per tutti i singoli titolari di spesa di rappresentanza (presidente, componenti dell’Ufficio di presidenza, presidenti di commissioni e presidenti di organismi esterni). E’ disposta inoltre la deliberazione dell’Ufficio di presidenza per le spese di rappresentanza derivanti da eventi e iniziative istituzionali come pure per le spese che si configurano come “sostegno a iniziative promosse da soggetti terzi”. I
l capogruppo del Pd Alberto Monaci, nell’annuciare il voto favorevole del suo gruppo, ha espresso “il sincero apprezzamento al lavoro dell’Ufficio di presidenza: la riscrittura di questa legge consente a tutti noi di essere più attenti alla sensibilità che non è solo rivolta alla diminuzione del numero dei consiglieri”. Monaci si è detto anche convinto che “tutto ciò che genera nell’assemblea la dovuta terzietà nella scrittura delle norme e nei comportamenti dei consiglieri sia da privilegiare su tutto il resto”.
Il capogruppo di Rifondazione Monica Sgherri, in un primo momento ha preannunciato il voto di astensione dichiarando di non comprendere “l’origine e la ratio del provvedimento al voto”. Il consigliere ha riferito che nei giorni scorsi i capigruppo hanno ricevuto una lettera dagli uffici “che documentava le spese del presidente Riccardo Nencini: spese irrisorie”. Quindi si è rivolta ai membri dell’Ufficio di presidenza chiedendo “di elencare anche le vostre spese, anziché le sole del presidente”. Di qui le riserve del Prc: “Preferisco conoscere le polemiche nei contenuti, e capire se questa legge risponde o no a dimissioni prima annunciate e poi ritirate (il riferimento è alle dimissioni poi rientrate di Gianluca Parrini, consigliere segretario dell’Ufficio di presidenza ndr): altrimenti quest’aula sarà lesa nella sua dignità”.
Bruna Giovannini, Sd, membro dell’Ufficio di presidenza, ha chiarito che “la legge in approvazione serve a cambiare le norme relative alle spese di rappresentanza del Consiglio”. La proposta di legge al voto dunque - ha aggiunto - “serve a fare chiarezza, indicando sotto precisi capitoli le mostre, le presentazioni di libri, le iniziative di rappresentanza del consiglio; si mettono dei limiti di spesa e su questo deve esserci il massimo di trasparenza e informazione. Si può anche valutare, al momento dell’approvazione del regolamento attuativo, se queste voci siano pubblicabili”.
Monica Sgherri, a questo punto del dibattito, ha affermato di essere disposta a convertire il voto di astensione in voto favorevole se “nelle disposizioni attuative della legge sarà introdotta la possibilità per i capigruppo di essere edotti sulle spese individuali”.
Il consigliere Giuliana Baudone (An-Pdl) anch’essa membro dell’Ufficio di presidenza, ha voluto “per onestà intellettuale” precisare che il presidente Riccardo Nencini, fin dal 2004, aveva chiesto di separare le spese di rappresentanza del presidente da quelle generali del Consiglio. “All’epoca gli uffici dissero che non era possibile; oggi lo è e si è trovata la forma, quindi perché non accettarla?”. Quindi, Baudone si è detta favorevole a rendere noti da parte di tutti i membri dell’Up i soldi spesi per attività di rappresentanza.
Anche Marco Carraresi, capogruppo Udc, ha definito “apprezzabile ogni fatto di trasparenza, da auspicare anzi anche in altri ambiti e settori”. Consenso per la nuova disciplina anche da Alberto Magnolfi, capogruppo Fi-Pdl, per il quale “La legge introduce elementi di trasparenza e di chiarificazione indispensabili”. Il consigliere, in particolare, ha manifestato apprezzamento perché la nuova normativa riconduce all’attività di rappresentanza anche tipi di attività ulteriori, quali ad esempio “le iniziative fatte dal Consiglio con altri soggetti…”, e perché introduce “la diversificazione tra tipologie di spesa, la specifica attribuzione ai soggetti istituzionali e una corretta impostazione di bilancio”.
Alessandro Starnini, vicepresidente del Consiglio regionale, ha per parte sua dichiarato “nessuna difficoltà ad ottemperare alla richeista di Sgherri”. Ciò che ha condotto il Prc a votare a favore della proposta di legge, approvata all’unanimità (45 voti favorevoli) dall’assemblea regionale.