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Agricoltura, Caccia e Pesca, Turismo e Sport - 09/10/2009 17:47

Agriturismo, ok ‘bipartisan’ al confronto per una nuova legge (2)

Gli interventi e le proposte dei consiglieri, le richieste delle categorie economiche

San Rossore (Pisa) − I lavori del seminario sono stati introdotti dal consigliere Piero Pizzi (Fi-Pdl) e conclusi da Aldo Manetti (Prc), presidente della Commissione Agricoltura. “Bisogna superare la classificazione delle spighe, adeguando subito la Toscana alle altre Regioni. Altro punto qualificante per il rilancio dell’agriturismo – ha detto Piero Pizzi -, visto che attualmente l’offerta è solo dell’1% da parte delle strutture, è la promozione dell’agricampeggio che potrebbe attirare nuova clientela. Essenziale, inoltre, sarà realizzare un reale coordinamento del settore promozione”.
Alla “Tavola rotonda” sono intervenuti le consigliere regionali Angela Notaro (An-Pdl) e Fabiana Angiolini(Pd), il dirigente della Giunta regionale Simone Tarducci, i rappresentanti di Confcommercio Cristiano Fraulini e di Confagricoltura Marco Mentessi, i presidenti Andrea Landini (Terranostra Toscana), Francesco Scarafia (Turismo Verde), Giuseppe Giordano (Agriturist).
“Le aziende hanno bisogno di certezze per investire – ha dichiarato Angela Notaro - e per questo la minoranza ha presentato per prima un’apposita proposta di legge. Con il successivo testo della Giunta regionale ci sono comunque delle possibili convergenze. La ricerca dell’Irpet ha permesso una riflessione su molti aspetti. Tra quelli che ritengo basilari ci sono: la tutela del principio di agriturismo che deve essere legato strettamente al lavoro degli operatori agricoli; la promozione che deve integrarsi ai principi di sviluppo rurale e della produzione tradizionale; la crescita di una ristorazione non conflittuale con gli altri esercizi commerciali”.
Anche per Fabiana Angiolini, della Commissione ‘Attività culturali e turismo’, lo studio dell’Irpet ha indicato alcuni elementi forti su cui la normativa dovrà intervenire. “Il sistema delle autorizzazioni deve essere semplificato con una Dia, ma al contempo il sistema dei controlli successivi va rafforzato e razionalizzato. La formazione – ha affermato - svolge un ruolo fondamentale, non solo per gli operatori, ma anche per il personale degli Enti locali che lavorano a contatto con le imprese agrituristiche. Adesso abbiamo due proposte di riforma, ma su questo tema non servono contrapposizioni artificiali”.
Il dirigente della Giunta Regionale Simone Tarducci ha ricordato che i dati non presentano affatto un settore maturo e poco vitale, anzi gli uffici ricevono continui solleciti dagli imprenditori che vogliono innovare e modificare strutture e servizi e quindi c’è spazio per una nuova disciplina che voglia incentivare ancora il settore, facendo però attenzione all’identità, evitando i rischi di omologazione con le altre strutture dell’ospitalità.
Per Cristiano Fraulini (Confcommercio Toscana) l’agriturismo deve essere vero, mantenendo rigidamente l’aspetto secondario dell’attività agricola principale. “Non bisogna creare un doppione degli alberghi – ha detto - perché ci sarebbe una distorsione del principio della concorrenza”.
Gli ha risposto Andrea Landini (Terranostra), ricordando che gli agricoltori hanno tutto l’interesse primario alla redditività della terra. “E’ centrale il livello adeguato e corretto dei controlli – ha affermato - perché è giusto dimostrare che i nostri campi sono coltivati a regola d’arte. E’ il lavoro agricolo, infatti, che deve stare alla base per investire nella ristorazione agriturisitica, adesso limitata al solo 25% delle strutture. Infatti, nelle nostre tavole non si può servire il salmone, ma i prodotti dell’azienda o al massimo della zona. I turisti ci chiedono un rapporto umano, sociale e professionale più vicino e noi dobbiamo darglielo. Invece – ha concluso Landini -, sul comfort delle strutture è importante rimanere al livello della domanda internazionale e dare ai nostri operatori anche una formazione professionale specifica sul versante turistico”.
Il presidente di ‘Turismo Verde’ Francesco Scarafia, nel segnalare la necessità che il sistema dei controlli sia ampliato alla rete territoriale ed ambientale, è partito dall’esperienza personale. “Nel terreno della mia azienda –ha detto-, dopo che abbondantissime precipitazioni avevano bloccato il deflusso delle acque in alcuni alvei, sono stati recuperati 350 elettrodomestici smaltiti abusivamente”. “Poi c’è l’aspetto dei servizi, che nella nuova legge deve trovare uno spazio preciso. Non è possibile che tante imprese agricole ed agrituristiche non abbiano adeguate connessioni internet, quando si parla di passare dal sistema delle autorizzazioni ad un sistema esclusivamente informatico. Nella nostra zona – ha detto - non è possibile accettare pagamenti con le carte di credito. Ben venga nella norma il principio del cosiddetto ‘adeguamento’, ma esso va riempito di contenuti che guardino al futuro”.
Giuseppe Giordano, presidente di Agriturist, ha sottolineato il successo della Regione Toscana nella politica di recupero del patrimonio architettonico rurale, che attraverso l’agriturismo ha permesso di salvare tante aziende agricole con terreni poveri e ad esclusiva vocazione cerealicola. “Il nostro settore ritroverà una nuova giovinezza soprattutto se saprà affrontare una rete di ristorazione con la filiera corta, quella a chilometro zero. Ma da non dimenticare – ha concluso Giordano – che oltre ai controlli alle imprese agrituristiche le istituzioni devono organizzarsi per fare quelli agli evasori totali, che senza licenza esercitano l’attività di locazione in aree rurali”.
Il direttore di Confagricoltura Marco Mentessi è intervenuto per chiedere ai consiglieri regionali di fare presto ed accelerare i tempi per l’approvazione della nuova legge prima che la legislatura si concluda, perché gli operatori agricoli stanno vivendo una situazione difficilissima per colpa della crisi economica e l’abbassamento dei prezzi delle colture.
“Abbiamo un’opportunità da non perdere – ha concluso Aldo Manetti, presidente della II Commissione -, quella di fare una buona legge che risponda al bisogno degli operatori e del territorio. C’è sia uno spazio di mercato che uno di crescita culturale per far vivere la campagna toscana anche a chi non ha mai potuto fare quest’esperienza. Dobbiamo riconquistare una presenza diffusa di imprenditori agricoli, per salvaguardare l’ambiente e garantire un reddito. Partiamo da un risultato importante: siamo riusciti a recuperare un patrimonio edilizio rurale che sarebbe deperito per sempre. I punti fermi della nuova norma dovranno essere: prevalenza dell’attività agricola; controlli; autorizzazioni; sviluppo ristorazione con prodotti aziendali, locali e stagionali; riequilibrio territoriale delle strutture; promozione coordinata; servizi telematici. Ritengo – ha continuato Manetti - che ci siano i tempi e le condizioni per concludere il lavoro ed approvare la nuova legge in questa legislatura”. − fine −