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Politica e Istituzioni - 05/02/2016 10:48

Terzo settore: via al riordino albi regionali

Licenziata a maggioranza in commissione Sanità una proposta di legge che trasferisce le competenze dalle Province ai Comuni

Firenze – Via libera da parte della commissione Sanità, presieduta da Stefano Scaramelli (Pd), a una proposta di legge di modifica che riordina la disciplina della tenuta degli albi regionali del Terzo settore. Il provvedimento è stato licenziato a maggioranza, con il voto di astensione dei gruppi della Lega Nord e di Forza Italia.
“L’obiettivo è garantire – ha detto il presidente Scaramelli – un opportuno rapporto tra il tessuto associativo e la comunità locale di riferimento e agevolare i cittadini nella presentazione delle domande, per questo abbiamo previsto che possano fare riferimento proprio all’ente più prossimo. Sono proprio i singoli Comuni l’architrave dei soggetti associativi. È importante – ha concluso Scaramelli – porre sempre e comunque al centro della relazione con il Terzo settore il Comune, per quanto piccolo. La conoscenza e le relazioni tra gli amministratori e il tessuto associativo locale rappresentano un patrimonio da valorizzare anche in questo caso”.
L’atto nasce dalla necessità di dare attuazione alle recenti disposizioni che prevedono il trasferimento della funzione di tenuta degli albi regionali del Terzo settore dalle Province ai Comuni capoluogo, e dunque procede alla modifica delle leggi regionali che disciplinano la tenuta degli albi delle organizzazioni di volontariato, delle cooperative sociali e delle associazioni di promozione sociale. La proposta di legge è stata approvata con una serie di emendamenti presentati dal presidente Stefano Scaramelli e dal capogruppo del Pd Leonardo Marras. Il testo finale prevede che le domande di iscrizione nei registri presentate dalle organizzazioni di volontariato, dalle cooperative sociali e dalle associazioni di promozione sociale, siano trasferite dalle Province ai Comuni e che siano proprio i singoli Comuni al centro del procedimento perché a loro dovranno essere inviate le domande, mentre il Comune capoluogo sarà solo sede legale dei soggetti associativi.