Cultura, Istruzione e Ricerca, Politica e Istituzioni - 03/02/2016 16:35

Parco della Pace: sarà un'istituzione a gestirlo

Abbandonata l'ipotesi di una fondazione, il Consiglio vara il nuovo modello organizzativo. Gli interventi di Anselmi (Pd), Galletti (M5S), Baccelli (Pd), Alberti (LN), Niccolai (Pd), Montemagni (LN), Sarti (Sì). Il presidente Eugenio Giani: "Invito alla massima pacatezza ed al rispetto per i 560 morti, colpiti da un lanciafiamme in Chiesa. Stiamo creando un'istituzione, non un nuovo ente"

Firenze –Sarà un’istituzione l’organo di gestione del Parco della Pace a Sant’Anna di Stazzema (Lu). Lo ha deciso il Consiglio regionale della Toscana, che ha approvato la relativa legge a maggioranza. I consiglieri di Lega Nord hanno votato contro. Sarà il Comune di Stazzema a costituire l’istituzione, che ha lo scopo di promuovere la cultura della pace, il riconoscimento delle memorie storiche e l’integrazione tra i popoli. A tal fine saranno organizzati incontri, manifestazioni, convegni, mostre e spettacoli sui temi della pace e del disarmo. Saranno inoltre promossi studi e pubblicazioni, con assegnazione di premi a persone o enti. Sarà infine valorizzato il Museo storico della Resistenza.
E’ stato il presidente della commissione Sviluppo economico, Gianni Anselmi, (Pd), ad illustrare il testo in aula, ricordando che la legge regionale del 2002 prevedeva per la gestione del Parco nazionale della pace la costituzione di una fondazione, della quale era parte integrante il Museo storico della Resistenza. Il Museo è stato però riconosciuto nel maggio scorso come bene demaniale di interesse culturale, inalienabile ed indisponibile. Per questo il Comune di Stazzema non può più conferirlo nel patrimonio della fondazione, che non risulta più il modello di gestione più adatto.
Si è dunque pensato ad una diversa forma, l’istituzione appunto, prevista dal testo unico degli enti locali come ente strumentale. La Regione Toscana parteciperà con un proprio rappresentante nell’organo di amministrazione e garantirà nel frattempo il contributo annuale per le attività
Il voto favorevole del gruppo M5S è stato dichiarato da Irene Galletti, sia per la soluzione tecnico giuridica individuata, sia per i valori che ne sono alla base. “E’ un patrimonio non solo toscano, non solo italiano – ha detto - ma dell’umanità”.
“E’ una legge molto attesa dai pochi superstiti e dai familiari delle vittime di quella terribile strage, costata la vita a 560 persone, di cui 130 bambini” ha sottolineato Stefano Baccelli (Pd), che ha espresso “sincero sconcerto” sul voto contrario di due consiglieri di Lega Nord in commissione. A suo parere il nostro paese non ha ancora saputo elaborare fino in fondo la responsabilità su vicende come questa, come ha fatto, ad esempio, il popolo tedesco. “Abbiamo un bisogno assoluto di valorizzare il Parco della Pace – ha concluso Baccelli – Il nostro viaggio nella memoria è ancora a metà”.
“Nessuno contesta i fatti accaduti ed il loro valore storico – ha replicato Jacopo Alberti (LN) – Siamo contrari ad un meccanismo di gestione, che assorbe soldi pubblici distratti alle reali necessità dei cittadini, per tenere in piedi apparati politico burocratici del tutto inutili”.
“Quei soldi ‘distratti’ sono tra i finanziamenti pubblici spesi meglio” ha replicato a sua volta Marco Niccolai (Pd), sottolineando la necessità di conservare la memoria di quanto accaduto. “Quei valori di libertà e di rispetto della persona – ha aggiunto – devono essere assolutamente promossi”.
“Non contestiamo il ricordo e la memoria – ha dichiarato Elisa Montemagni (LN) – Contestiamo qualcosa di diverso. E assurdo creare un ente, con i soldi dei cittadini, per fare qualcosa che già si fa”.
“Invito alla massima pacatezza ed al rispetto per i 560 morti, donne, vecchi e bambini, colpiti da un lanciafiamme in Chiesa – ha affermato il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani - Qui si sta creando un’istituzione, non un nuovo ente, con dipendenti di un comune, che supera di poco i mille abitanti”.
Giani ha ricordato che la creazione di questo ente è stata richiesta in più occasioni, anche di fronte al presidente del Senato Pietro Grasso, “con gli occhi pieni di lacrime”, da Enrico Pieri, presidente dell’Associazione Martiri di Stazzema. “Il piccolo comune sta facendo tutto quanto può – ha aggiunto – Occorre uno strumento organizzativo, basato sul volontariato e su dipendenti comunali, con costi sostanzialmente nulli, che razionalizzi gli interventi”.
Il voto favorevole del gruppo Toscana-Si è stato dichiaratodaPaolo Sarti, secondo il quale il nostro paese sta perdendo la memoria in vari campi e deve essere “richiamato al ricordo della stupidità della guerra, che non ha senso mai, da qualunque principio si parta”. Per fare questo, a suo giudizio, occorre investire dei soldi ed occorre qualcuno che se ne occupi.