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Agricoltura, Caccia e Pesca - 03/02/2016 13:20

Emergenza ungulati: il dibattito in Consiglio (2)

Gli interventi di Marco Niccolai (Pd), Stefano Scaramelli (Pd), Jacopo Alberti (Lega Nord) e Andrea Pieroni (Pd)

Firenze – “Nel derby che si gioca nelle opposizioni – attacca Marco Niccolai (Pd) –, fatto di populismo, e propaganda politica, questa volta il gol l’ha segnato il consigliere Fattori: so che si possono usare toni accesi, ma sentir paragonare l’attività della caccia alla criminalità organizzata mi sembra un’offesa francamente alla nostra intelligenza. Una caduta di stile sulla quale spero abbia modo di riflettere”. Meglio sarebbe, prosegue Niccolai, “leggere attentamente gli articoli della legge: l’attenzione ai danni subiti dall’agricoltura è stata arricchita dal lavoro della commissione”, e cita “gli articoli uno, tre, sulle aree potenzialmente danneggiabili e terreni potenzialmente coltivabili, e quattro, nel quale il calendario venatorio viene definito, tenuto conto dei periodi in cui si manifestano maggiormente i danni. Non c’è deregulation: per nove volte viene preso a riferimento l’Ispra. Si prevede una verifica annuale – osserva ancora Niccolai –, quindi ci rivedremo prima dei tre anni, cui faceva riferimento la consigliera Galletti. Mi spiace che si affronti questo tema con la tifoseria, la questione degli ungulati riguarda tutti i cittadini toscani, i dati dicono che la Toscana è un unicum”.
L’assessore Remaschi ha fatto bene a coinvolgere il Consiglio regionale – esordice Stefano Scaramelli (Pd), presidente della commissione Sanità –. Proviamo ad assumerci la responsabilità rispetto all’esplosione di un problema. L’obiettivo è di ridurre il numero degli ungulati, ogni anno ci siamo dati la possibilità di valutare i risultati, limare il provvedimento e sapere se la legge ha prodotto o non prodotto effetti. È evidente che c’è una popolazione smisurata di ungulati anche vicino alle realtà urbane e in agricoltura spesso non si arriva al raccolto. C’è un problema di sicurezza stradale. A questa legge va riconosciuto equilibrio. Il Consiglio ha lavorato per quattro mesi, chi non condivideva poteva presentare non solo emendamenti ma proposte di legge differenti. Noi non sappiamo se riusciremo a risolvere il problema, l’assessore ci ha messo la faccia, ci assumiamo la responsabilità di provarci”.
La Lega Nord “deciderà se votare a favore o contro nel corso della votazione, lo faremo sulla base dell’accoglimento dei molti emendamenti che abbiamo presentato”, avverte il consigliere Jacopo Alberti. “In commissione – prosegue – devo dare atto che è stato fatto un buon lavoro, in termini di partecipazione e approfondimento. Riscontro intorno un clima di guerra ideologica. Eppure i danni sono quantificabili in milioni di euro e qualcosa deve essere fatto. Questa legge, a grandi linee è giusta. Sono indignato, perché vedo tanta gente che si preoccupa dei cinghiali e non delle condizioni dei cittadini toscani”.
Secondo Andrea Pieroni (Pd), che si sente di “ringraziare l’assessore Remaschi e la commissione regionale per il lavoro e l’impegno”, la legge “è ben fatta, e lo conferma il fatto che nessuno dei soggetti portatori di interessi è soddisfatto. C’è un equilibro da ristabilire – prosegue il consigliere –, la questione va affrontata con decisione, senza schieramenti ideologici ma con soluzioni efficaci. C’è un rapporto alterato nell’ecosistema, tra presenze di ungulati e flora, vegetazione, sottobosco. Un rapporto che mette in crisi la biodiversità sia vegetale che animale, mette in difficoltà le produzioni agricole, porta all’abbandono dei terreni. E causa incidenti gravi, anche mortali. Non possiamo restare indifferenti, è in ballo anche l’incolumità delle persone. La legge è straordinaria e come tutte le leggi-obiettivo si dà uno scopo, un tempo limitato ed è soggetta a verifiche, aggiornamenti e correzioni in corso d’opera. Non è una legge marziale, non si decide lo sterminio degli ungulati in Toscana. Non è un far west, i soggetti coinvolti nell’attuazione della legge sottostanno a regole. Termini esasperati sono fuoriluogo. La filiera economica c’è già, semmai è priva di regolamentazione. La nuova legge interviene anche su questo”.