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Istituti di Garanzia - 01/02/2016 14:38

Carcere: Corleone, a Empoli detenzione femminile manca di umanità

Il garante dei detenuti della Toscana ha visitato la casa circondariale femminile di Empoli. Presenti 18 detenute per una capienza di 30

Firenze – Sopralluogo alla casa circondariale femminile di Empoli, lunedì 1° febbraio, per il garante dei detenuti della Toscana Franco Corleone. La piccola struttura, che ha una capienza di 30 persone, ospita 18 detenute, delle quali 8 straniere. “Il basso numero di presenze in questo istituto – ha detto Corleone – deve far riflettere. Le condizioni per esservi ammesse sono troppo rigide: le detenute devono essere in buon stato di salute e avere da scontare un fine pena non inferiore a cinque anni”. “Non va bene il sovraffollamento del carcere – ha aggiunto Corleone – ma nemmeno il sottoutilizzo di una struttura. L’obiettivo di questa realtà è quello di sperimentare un modello differente rispetto a quello del carcere tradizionale e riuscire poi ad applicarlo anche in altri istituti. Un piccolo carcere che vuole essere un modello e su questo obiettivo si concentra da anni l’impegno del direttore Graziano Pujia. Proprio per questo mi ha colpito la sofferenza di alcune detenute a causa delle difficili situazioni familiari e in particolare per il rapporto con i figli”.
Dai colloqui che Corleone ha avuto con alcune detenute è infatti emerso il vero problema della detenzione femminile ad Empoli: “Manca – ha detto il garante regionale - di umanità. Spesso, alle madri si creano difficoltà nei rapporti con i loro figli, non si permette loro di avere contatti frequenti ma solo discontinui. Una condizione umana che richiede una cura particolare e invece ho colto critiche all’azione del magistrato di sorveglianza e di altri soggetti che non sono il personale del carcere, ma che influiscono sulla vita concreta dell’istituto. Mi è stato segnalata anche una decisione del Sert di Empoli che condizionerebbe l’ingresso in comunità di una detenuta alla scelta esclusiva di San Patrignano. Sono questioni che meritano attenzione”.
Il garante ha visitato l’area colloqui e l’area verde dell’istituto, attrezzate con giochi per gli incontri delle detenute con i figli, il campo sportivo, la biblioteca, la sala polivalente e le due mense. Tra gli aspetti positivi evidenziati dal garante ci sono le varie attività e progetti come “Nuove trame in carcere” che impegna le detenute in lavori di sartoria, “Orto libero” per la produzione di miele, per la coltivazione di carciofi e la raccolta di frutta. “Tra i fiori all’occhiello della casa circondariale – ha evidenziato Corleone - il progetto ‘Penelope’, che vede tre detenute lavorare all’Asl di Empoli”. Mercoledì 3 febbraio Corleone visita il carcere di San Gimignano. (bb)