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Politica e Istituzioni - 28/01/2016 16:38

Europa: Regioni a confronto, come partecipare alla definizione delle politiche comunitarie

Eugenio Giani ha aperto il convegno organizzato dalla commissione regionale politiche europee oggi a palazzo Panciatichi: "L'Europa ha un futuro se si apre alle Regioni". Tommaso Fattori: "Consiglio toscano non si esprime su sussidiarietà. No a ruolo passivo. Serve una seduta dedicata all'Europa"

Firenze – “L’Europa ha un futuro se si apre al riconoscimento del ruolo delle Regioni, autentico filtro nel rapporto con i territori. Le Regioni rappresentano quella realtà intermedia che meglio dello Stato può raccogliere le istanze e rappresentare le specificità territoriali. È questa la vera sfida dell’Europa”. Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale della Toscana, ha aperto, con il saluto istituzionale, il convegno sul ruolo delle Regioni nella formazione degli atti normativi comunitari e nell’attuazione ed esecuzione degli accordi internazionali e degli atti dell’Unione europea. “Le Regioni in Europa: esperienze a confronto”, questo il titolo del seminario organizzato oggi a palazzo Panciatichi dalla commissione regionale Politiche europee ed affari internazionali, presieduta da Tommaso Fattori.A confronto le esperienze regionali di Toscana, Puglia, Abruzzo ed Emilia Romagna.
Si tratta di procedere speditamente, osserva Giani: “L’evoluzione è in corso: in Italia è avviato il dibattito sulle macro-regioni, che pure sembra non avere conclusione in tempi brevi. Il presidente della Toscana, Enrico Rossi, ha lanciato l’Italia di mezzo, pensando a riunire Toscana, Umbria e Marche. In Francia si è proceduto con maggiore concretezza e si è già passati da 21 a 14 regioni. Ma questa evoluzione ci deve solo incoraggiare a dare il senso della forza delle Regioni nel processo di integrazione europea, tanto più nella fase di modifiche istituzionali in corso in Italia”. Il presidente dell’Assemblea toscana ha parlato della commissione presieduta da Tommaso Fattori come di “una delle più importanti del Consiglio regionale. Finora, erroneamente, l’abbiamo definita nel nostro ordinamento come commissione speciale. Non ci sarà commissione più permanente di questa, in futuro. La commissione, peraltro, sta lavorando bene, si sta caratterizzando, sta dando energia al nostro Consiglio”.
“Giani – ha esordito Tommaso Fattori – sta inserendo il tema dell’Europa come centrale per il Consiglio toscano”. Il tema del rapporto tra le Regioni e l’Europa, ha proseguito Fattori nel suo intervento, è urgente “per recuperare un ritardo. La Toscana è rimasta indietro rispetto ad altre Regioni, tra le quali anche alcune presenti oggi. Il Consiglio regionale della Toscana non partecipa in alcun modo alla formazione delle politiche europee, non esprime un parere sul rispetto delle politiche di sussidiarietà. Questioni essenziali per il recupero del deficit democratico che è sotto gli occhi di tutti. Ad oggi – prosegue Fattori – non è prevista una sessione del Consiglio dedicata all’Europa, come già in altre Regioni accade. Come commissione appoggiamo con favore l’intenzione del presidente Giani di considerare anche questo specifico punto”.
La questione, prosegue Fattori, è “come far entrare l’Europa in Consiglio, come dare al Consiglio regionale un ruolo attivo nella formazione del diritto europeo, quindi andando oltre la passiva attuazione delle politiche comunitarie. Questo è il salto di qualità che siamo chiamati a compiere. Riuscire a intervenire a monte, nel momento della formazione delle politiche europee, e non solo a valle, dove lo spazio di manovra è estremamente ridotto. I presupposti imprescindibili sono crescita di consapevolezza dell’istituzione nel suo complesso, preparazione tecnica, adeguamento delle strutture, formazione del personale”.
A moderare, la fase del dibattito, la vicepresidente della commissione Elisabetta Meucci. L’intervento conclusivo è stato affidato a Paolo Pietrangelo, direttore generale della Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative regionali.