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Cultura, Istruzione e Ricerca - 21/01/2016 16:05

Teatro: Giani, identità toscana tra storia, moda, arte e economia

Presentato a palazzo Panciatichi il tour toscano della commedia "Il cappello di paglia di Firenze", adattato da Sandro Querci e prodotto da Walters e MDC

Firenze –L’arte della paglia e la produzione del cappello, passando dalla commedia e guardando ad una eccellenza che ha portato la Toscana nel mondo. Ne è la prova la ripresa del tour “Il cappello di paglia di Firenze”, tratto dall’opera di Eugène Labiche, andato in scena per la prima volta nel 1851. Ma soprattutto ne danno testimonianza i tanti cappelli originali, conosciuti da vip e star system. Basti pensare a Julia Roberts in “Pretty Woman”.
Come ha sottolineato il presidente dell’Assemblea toscana Eugenio Giani: “presentare in Consiglio questo spettacolo significa ripercorrere un pezzo di storia importante dell’area metropolitana fiorentina, a partire dalla fine del 1800 fino ai nostri giorni, tra produzione della paglia, artigianato che diventa industria, moda dei cappelli che porta la Toscanaa superare i confini nazionali e non solo”. “Grazie a questa importante commedia – ha concluso Giani – fili di storia si intrecciano con la moda e con l’arte, per valorizzare l’identità toscana, un percorso che impegna particolarmente il nostro Consiglio regionale”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’assessore del Comune di Signa Giampiero Fossi: “la moda si sta rimettendo il cappello e lo spettacolo, che andrà in scena in diverse sale della nostra regione, va oltre l’arte per parlare di vita, costume ed economia”.Una economia, tra l’altro, rigorosamente green. Come infatti ha ricordato Barbara Gualtieri, che cura l’organizzazione dello spettacolo: “la commedia è inserita come esempio virtuoso europeo del Green nella Appendice del libro ‘Movie Cluster e Green set’ di Marzano, Gualtieri e Di Tullio, sulle produzioni teatrali e cinematografiche ecosostenibili”.
A dare alcune anticipazioni sulla trama ci ha pensato il regista Sandro Querci. La storia, apparentemente semplice, è il pretesto per una girandola di equivoci, intorno al cappello di una signora, che va perduto, tra scambi di persona e ritmi frenetici, accompagnati dai tanti inserti musicali. Non solo: “lo spettacolo è tutto da vedere e, soprattutto – ha affermato Querci – si svolgerà non solo sul palco, ma anche fuori”.
Presenti alla conferenza stampa anche rappresentanti del Consorzio “Il cappello di Firenze”, costituitosi nel 1986 nell’ambito dell’Associazione degli industriali della città del Giglio, per associare le principali aziende del settore; la presidente del Museo della Paglia di Signa Angelita Benelli, e alcuni attori del cast.
Lo spettacolo, adattato da Sandro Querci e prodotto da Walters e MDC, comprende brani musicali del compianto maestro Riz Ortolani. Gli appuntamenti toscani saranno tutti nel mese di febbraio, a partire dal 5 al Teatro delle Arti di Lastra a Signa, il 6 al Comunale Accademico di Bagni di Lucca, il 7al Salvini di Pitigliano, il 16 al Giotto di Borgo San Lorenzo, il 20 al Colombo Valdottavo (borgo a Mozzano), per chiudere il tour il 21 allo Shalom di Empoli. “Il cappello di paglia di Firenze”, quindi, continuerà il viaggio in Italia.
Nella messa in scena della storica commedia “Il Cappello di Paglia” faranno bella mostra di sé ifamosi cappelli del Consorzio e, prima dello spettacolo, saranno esposti i pezzi storici, pronti a valorizzare una produzione diventata leader mondiale. Ancora uno spunto, per la gioia delle signore e dei signori: andranno in scena ben 180 cappelli!