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Cultura, Istruzione e Ricerca - 19/01/2016 20:39

Cultura della legalità: modificata la legge

 Con 26 voti a favore e 8 contrari, l’assemblea approva le modifiche alla normativa. Più centrale la ricerca scientifica sui fenomeni criminali e terroristici. Interventi di Anselmi (Pd), Galletti (M5S), Fattori (Si), Alberti (LN), Donzelli (FdI)

 

Firenze – A maggioranza il Consiglio regionale ha approvato alcune modifiche alla legge che disciplina la composita attività che la Regione svolge per promuovere la cultura della legalità, lo sviluppo della coscienza civile, la sensibilità contro la criminalità organizzata.
E’ stato il presidente della commissione Sviluppo economico Gianni Anselmi (Pd) ad illustrarle in aula. L’obbiettivo è quello di attribuire maggiore centralità alle attività di analisi scientifica dei fenomeni criminali, in collaborazione con Irpet, università e centri pubblici di ricerca. Vengono inoltre precisati meglio i compiti del Centro di documentazione “Cultura della legalità democratica”, prevedendo la redazione un rapporto annuale, con riferimento alla presenza o al progredire delle infiltrazioni della criminalità organizzata.
 

Il presidente ha inoltre sottolineato un emendamento della vicepresidente Irene Galletti (M5S), che inserisce tra i temi oggetto della legge quello del terrorismo. La vicepresidente ha annunciato voto favorevole. “L’educazione alla legalità deve permeare la società – ha detto – La scuola e le famiglie se ne devono fare portatrici”. A suo parere alla base del contrasto alla criminalità ed a tutte le forme di illegalità c’è la conoscenza e la sua diffusione. Da qui il ruolo fondamentale svolto dagli istituti di ricerca.
“Spiace dichiarare il voto contrario, vista l’importanza della materia” ha dichiarato Tommaso Fattori (Si). “Se ci limitiamo a scrivere libroni o a dare qualche soldo ad associazioni non meglio identificate – ha osservato – dall’altosonanza dei propositi scendiamo ad una realtà dei fatti molto prosaica e poco incisiva”. Le perplessità non sono però solo sugli strumenti. “Nel silenzio della maggioranza dei colleghi del Pd, c’è un lento ed inesorabile esautoramento del Consiglio regionale – ha aggiunto – L’assemblea toscana non approva più le direttive sulla programmazione con gli obbiettivi da perseguire, le priorità ed i criteri di valutazione. E’ un fatto grave. Occorre una riflessione sui rapporti tra Giunta e Consiglio”.
 

Analoghe considerazioni sono alla base del giudizio negativo di Jacopo Alberti (LN). “Tutte le ricerche vengono fatte con Irpet – ha aggiunto – Cosa c’entra l’Istituto di programmazione economica con tutto questo?”.
 

“Su questo tema siamo ancora scottati dalla pessima esperienza fatta con l’impiego del terrorista Giovanni Senzani in questo Centro per la legalità” ha ricordato Giovanni Donzelli (FdI), citando anche l’abbraccio tra Adriano Sofri ed il presidente Enrico Rossi nella Tunisia martoriata dal terrorismo. “Bisogna avere una faccia sola, altrimenti si è ipocriti. Chi ha ammazzato il commissario Calabresi non ha niente a che fare con la cultura della legalità democratica”.
Un ordine del giorno collegato, presentato dal gruppo LN, sulla necessità di una “riforma organica e complessiva della giustizia, che vada nella direzione della garanzia e della certezza della pena” è stato respinto dall’aula.
 

La legge è stata approvata con ventisei voti favorevoli e otto voti contrari.