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Cultura, Istruzione e Ricerca - 19/01/2016 20:12

Orientamento e formazione professionale: cambia la legge

A maggioranza l’assemblea ha adeguato la legislazione alle modifiche introdotte con il riordino delle funzioni provinciali. Recepita la normativa statale sull’apprendistato e colmato il vuoto normativo sui tirocini estivi di orientamento. Anche l’educazione sarà oggetto di concertazione

Firenze – Il Consiglio, a maggioranza, ha approvato le modifiche alla legislazione regionale sull’orientamento e la formazione professionale, in seguito al riordino delle funzioni provinciali previsto dalla legge regionale 22/2015.
E’ stato il presidente della commissione Sviluppo economico Gianni Anselmi (Pd) ad illustrare il testo in aula. La Regione sarà chiamata a svolgere non solo le tradizionali funzioni di indirizzo e programmazione, ma anche quelle legate all’attuazione e alla gestione diretta degli interventi. Viene, inoltre, confermata la norma che attribuisce alla Giunta l’individuazione delle linee generali di intervento, sentita la Commissione tripartita e previa informativa alla competente commissione consiliare.
 

“Si è colta l’occasione per fare alcuni aggiornamenti. L’educazione è stata inserita tra le materie oggetto della concertazione istituzionale e sociale – ha sottolineato il presidente – E’ stata recepita la nuova disciplina statale in materia di apprendistato, prevedendo che il regolamento di esecuzione della legge contenga norme relative all’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, all’apprendistato professionalizzante e all’apprendistato di alta formazione e ricerca”. Un’altra novità è la disciplina dei tirocini estivi di orientamento, che colma un vuoto normativo.
 

Parere favorevole sulla legge è stato espresso da Irene Galletti (M5S), che ha sottolineato lo sforzo fatto per una maggiore omogeneità sull’orientamento e la formazione professionale. “Dobbiamo fare molta attenzione al business della formazione – ha affermato – Dobbamo vigilare perché i soggetti privati forniscano un servizio di qualità, orientata alle esigenze di chi cerca lavoro. La Regione deve dare linee guida chiare”.
 

Roberto Salvini (LN) ha sottolineato il ruolo trainante svolto in questa fase economica dalla piccole e medie aziende, che sviluppano la produzione grazie soprattutto all’innovazione di prodotto, ma che si scontrano contro la difficoltà di reperire i finanziamenti per gli investimenti e quella di trovare personale qualificato. “E’ stato annunciato un piano quinquennale, che prevede la creazione di figure professionali adatte – ha osservato – Il problema è che ne abbiamo bisogno ora, perché gli ordini arrivano ora. Non possiamo scaricare sulle aziende costi aggiuntivi, solo perché la struttura pubblica non è stata attenta alle esigenze del mercato”. Per questo ha annunciato voto contrario.
 

Il consigliere Tommaso Fattori (Si) ha annunciato “con dispiacere” voto di astensione, perché non soddisfatto delle soluzioni trovate per mantenere il legame con il territorio, che le province in qualche modo garantivano. “Non mi è chiaro – ha precisato – perché, ad esempio, la Commissione provinciale tripartita da questa questa legge non sia toccata”.
Un ordine del giorno collegato alla legge, presentato dalla consigliera Elisa Montemagni (LN), che prevedeva l’istituzione di “una scuola dei mestieri” è stato respinto dall’aula.
La legge è stata approvata dall’aula con ventiquattro voti favorevoli, sei contrari e due astenuti.