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Trasporti e Infrastrutture - 13/01/2016 17:16

Trasporti: Toscana punta a integrazione ferro, gomma e bici

"Nessuno dovrà rimanere a piedi" è lo slogan lanciato dall'assessore regionale Vincenzo Ceccarelli al termine dell'audizione in commissione Ambiente su trasporto pubblico locale ferro, gomma e relative gare

 
Firenze – “La priorità della Regione, così come indicato nel Prim, il piano regionale integrato infrastrutture e mobilità, è il trasporto su ferro. I servizi su gomma integrano e completano un quadro che non vuole lasciare nessuno a piedi”. Lo ha dichiarato l’assessore regionale ai trasporti, Vincenzo Ceccarelli, nel corso dell’informativa resa in commissione Ambiente, presieduta da Stefano Baccelli (Pd). “In Toscana – ha continuato l’assessore – ci sono 22 milioni di chilometri treno ogni anno, vale a dire oltre 800 convogli giorno che fotografano il più alto rapporto, in una regione, tra residenti e servizio prestato”. Negli ultimi 12 anni sono stati circa 600 i milioni di investimenti fatti sui treni, “compresi quelli che fanno parte del nuovo contratto ponte con Trenitalia”, ha ricordato Ceccarelli. Per quanto riguarda il servizio su gomma sono invece “circa 106 milioni i chilometri messi a gara, tre chilometri e mezzo sono gestiti in subappalto e in lotti delle cosiddette linee deboli”.
La flotta circolante, tra bus e autobus, è di circa “9mila 200 mezzi che ogni giorno si muovono sul territorio urbano ed extraurbano della Toscana”, ha continuato. La gara che è stata bandita e il cui percorso è stato “molto complesso”, è nella fase conclusiva: “Siamo in attesa della definiva assegnazione”. “Tanto l’affidamento su gomma che il procedimento che pensiamo di fare sul ferro – ha detto – sono improntati ad una ricerca di forte integrazione e superamento delle sovrapposizioni che esistono, in alcune zone anche in maniera copiosa”. “Con le gare – ha continuato – avremo un rafforzamento delle linee urbane e il mantenimento del servizio nelle realtà più interne e marginali”. Ceccarelli ha quindi spiegato di aver preferito un contratto ponte con Trenitalia per due motivi. Il primo legato alla tempistica: “L’affidamento di gara è un procedimento lungo”. Il secondo perché si spera che l’Agenzia di regolazione di trasporti intervenga per rendere obbligatoria la messa a disposizione del materiale rotabile delle officine e dei depositi. “In assenza di materiale – ha spiegato – fare una gara per il ferro rischierebbe di essere un esercizio retorico”. Il contratto ponte ha comunque garantito “gran parte delle clausole che avremmo voluto mettere nel capitolato di gara”. Anche grazie all’estensione del diritto al bonus a chi subisce pesanti disagi per il cattivo funzionamento della climatizzazione, “abbiamo ottenuto 169 milioni di investimenti nei prossimi cinque anni che consentiranno di rinnovare una flotta già nuova al 50 per cento in Toscana, con ricadute qualitative facilmente immaginabili”.
L’assessore ha infine confermato che i posti di lavoro “saranno salvaguardati”. “È stata già fatta una ricognizione e abbiamo previsto un fondo di 81,5 milioni per formazione, riqualificazione e ricollocazione all’interno dell’azienda”. “La rivoluzione che stiamo portando avanti – ha concluso – darà alla Toscana un trasporto pubblico più qualificato, efficiente e sicuro. Entro il 2019 stimiamo di portare al 90 per cento l’indice di regolarità e puntualità del servizio su ferro. L’integrazione con il trasporto su gomma, la bigliettazione unica per pagare solo la tratta e non il mezzo utilizzato e la spinta al pendolarismo a due ruote, ci farà vincere anche la sfida all’inquinamento”.