Economia e Imprese - 21/12/2015 18:28

Bilancio e Finanziaria 2016: il dibattito (4)

Gli interventi di Andrea Pieroni (Pd), Paolo Sarti (Sì), Gabriele Bianchi (M5S), Paolo Bambagioni (Pd), Giovanni Donzelli (Fdi), Andrea Quartini, (M5S), Francesco Gazzetti (Pd)

Firenze – Tra i “punti qualificanti” dei provvedimenti ricordati da Andrea Pieroni (Pd), la “rinuncia a qualsiasi aumento dell’imposizione fiscale. Una scelta fortemente voluta dal partito democratico, importante e doverosa vista la congiuntura economica”. E ancora la “prospettiva di utilizzo dei fondi europei che abbiamo la responsabilità di finalizzare al meglio per un nuovo sviluppo di qualità”, la scelta di “mantenere inalterate le risorse per la cultura, il sociale, l’istruzione e la formazione”, la “maggiore attenzione per la sicurezza del territorio con previsione di investimenti. “In questa programmazione – ha detto – c’è un’anima e un’idea chiara. Il tema della semplificazione è un filo rosso che attraversa tutta la materia. Non è una caso che si sia scelto di ridurre i piani e di fare solo quelli strettamente necessari”.
“Insistere su una sanità fiore all’occhiello della Toscana è sbagliato. Non è più così e non lo è da tempo”, ha esordito Paolo Sarti (Sì-Toscana a sinistra) richiamando i pesanti tagli a livello nazionale e dicendosi dispiaciuto per non aver visto “un impegno maggiore per difendere il settore anche da un punto di vista economico”. Su una pressione fiscale regionale che non aumenta, Sarti ha riconosciuto “è vero. Le tasse non aumentano, ma si tagliano servizi anche essenziali”.
Per Gabriele Bianchi (M5S) la “struttura portante dell’economia regionale è rappresentata dalle piccole e medie imprese che non può essere cancellata da un’economia globale basata sulla finanza”. Nell’analisi politica dei provvedimenti il consigliere ha rilevato una “mancanza di considerazione di quello che è la Toscana, la sua originalità e il suo tessuto produttivo”. Da qui l’esigenza di “ammodernare l’offerta formativa con le giuste garanzie”, ma anche “scongiurare l’aumento di pressione fiscale”, una progressiva dismissione delle partecipate che “mantenga reti, impianti e immobili. Non siamo per la svendita del patrimonio regionale”, ha detto concludendo l’intervento con un appello: “Occorre un atto di coraggio per evitare gli errori di una politica dell’autoreferenzialità”.
“La volontà di mantenere le stesse risorse per la cultura è un segnale particolarmente significativo”, ha detto Paolo Bambagioni (Pd) rilevando come nel bilancio regionale “non ci siano falle. La gestione è sempre stata oculata”. “Nel passato, e sul fronte investimenti, la Regione è stato più ente di programmazione che di realizzazione, ma abbiamo cambiato marcia. Il Consiglio deve però farsi carico di alcune necessità”, ha detto riferendosi al ponte sull’Arno a Signa. Un’opera definita strategica anche nell’ambito dello sviluppo aeroportuale, per la quale “nel bilancio sono previste risorse”. “Starò molto attento – ha concluso – che su questa infrastruttura si continui ad investire perché ne va dello sviluppo armonico di tutta la Toscana”.
Di “libro dei sogni” per la maggioranza e “di incubi” per i cittadini ha parlato Giovanni Donzelli (Fratelli d’Italia). “È un pacchetto slegato dalla realtà e dalla Toscana. Sembra fatto da chi non conosce questa regione, che avrebbe bisogno di amore per il lavoro, il turismo, le infrastrutture”. Secondo Donzelli nella programmazione regionale si parla del recupero della Costa, “senza alcun riferimento ai gravi problemi di Principina a Mare. Non esiste alcun progetto innovativo per il turismo e non c’è un progetto per la montagna e la neve”. Sulle risorse previste per l’inserimento lavorativo per rom e sinti, il consigliere si è detto contrario: “Non è un problema di etnia, ma ci sono i nostri giovani, le nostre donne da tutelare prima”. Donzelli ha quindi spiegato la scelta di non adottare un atteggiamento ostruzionistico perché il passaggio delle funzioni dalle province alla regione “è delicato. Non userete però i lavoratori delle province come scudi alla prima variazione di bilancio. In quella fase non vi lasceremo spazio né fiato”.
Andrea Quartini (M5S) ha sottolineato che “oggi portiamo il nostro contributo, ognuno con qualche elemento di novità. Qui facciamo costruzionismo, non ostruzionismo: non ci sono armate Brancaleone”. “Non vogliamo – ha spiegato ancora il consigliere – penalizzare i cittadini, sappiamo che cosa vuol dire ritardare e andare in esercizio provvisorio, quindi cerchiamo di contribuire nel modo migliore possibile”. Il consigliere ha osservato che ribattere continuamente sulla necessità della competizione non è di per sé positivo. “Il modello competitivo proposto è superficiale e non legato ai contenuti, mentre la democrazia è lentezza, c’è bisogno di ascoltare tutte le istanze. Bisognerebbe parlare di cooperazione e non di competizione”. “Noi – ha aggiunto – crediamo che concentrare le risorse obbedisca agli interessi del capitale, come succede con le grandi opere, mentre distribuirle può cambiare il quadro. Crediamo a un’economia in cui si realizzi il passaggio dal fossile al solare, a rifiuti zero, a chilometri zero, che rilanci sul serio la comunità locale. O la regione cresce tutta oppure non cresce”. Per questo ha invitato a “riparlare seriamente insieme” di questioni come il reddito di cittadinanza, “la forma più chiara e riconosciuta a livello internazionale di sostegno al lavoro e di ammortizzatore sociale”.
Per Francesco Gazzetti (Pd) “esiste una circolarità di temi prioritari”. Primo fra tutti il lavoro, poi l’istruzione, la cultura. “La Toscana può essere rilanciata se precede tutta quanta insieme verso un’unica direzione”, ha detto, e in questo senso alcuni progetti sono molto significativi per le varie comunità. “Penso, come esempio, a Darsena Europa, che è importante non solo come infrastruttura, ma anche per quello che può portare dopo in termini di lavoro, in termini di formazione e capacità professionale”. Positivi, secondo il consigliere, anche la lotta “feroce” all’abbandono scolastico, e alla violenza di genere. “Sono atti concreti che parlano veramente alla pelle e alle esigenze dei toscani, e talvolta sono scelte coraggiose e in controtendenza”.