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Economia e Imprese - 21/12/2015 16:36

Bilancio e Finanziaria 2016: il dibattito

Gli interventi di Jacopo Alberti (Lega Nord), Claudio Borghi (Lega Nord), Enrico Cantone (M5S), Stefano Mugnai (Forza Italia)

Firenze– Dopo la relazione del presidente della commissione Affari istituzionali, la parola è passata al presidente della commissione di Controllo Jacopo Alberti (Lega Nord). Alberti ha osservato che il materiale approdato oggi in aula è sostanzialmente diverso, a causa degli emendamenti approvati in commissione Affari istituzionali, rispetto a quello esaminato dalla commissione di Controllo. Per questo ha chiesto una sospensione per permettere alla sua Commissione di esprimere parere sul nuovo materiale; sospensione negata dopo un esame del regolamento. Ad aprire il dibattito l’intervento del portavoce dell’opposizione Claudio Borghi (Lega Nord), il quale ha espresso “rammarico per un lavoro che è stato fatto male, perché non c’è stato fisicamente il tempo di esaminare gli atti con la dovuta completezza”. “La mole dell’articolato presentato all’ultimo in Commissione è tale che parlare di consenso informato è una forzatura – ha spiegato Borghi -. Per questo la nostra riserva è enorme”. Il consigliere ha rilevato che questo bilancio presenta “un quadro che è in contrazione”. “E’ singolare come a fronte di una manovra governativa definita ‘neoespansiva’ la Regione presenti numeri ‘veterocontrattivi’, con riduzioni programmate nei prossimi anni”. Borghi ha citato ad esempio le risorse in forte calo, circa il 30 per cento, per il territorio, per l’assetto idrogeologico e per i cambiamenti climatici, e per i disabili. “Sia chiaro a tutti che, anche se abbiamo presentato emendamenti su alcune questioni – ha detto Borghi – questa non è la nostra manovra. Per noi si poteva fare di meglio e si poteva fare di più. E’ un bilancio in contrazione e questi numeri, pur in calo, sono largamente ottimistici, perché abbiamo dei saldi futuri che sono scritti sulla sabbia e già il governo ha dovuto rivedere le sue ottimistiche previsioni per quest’anno”. “Il fatto è – ha concluso il consigliere – che i toscani pagano sempre più tasse e in cambio ricevono sempre meno servizi. Bisogna avere il coraggio di ribellarsi”. Enrico Cantone(M5S) ha sottolineato che “questo bilancio parte zoppo per mancanza di risorse: ci sono 400 milioni di tagli sugli stanziamenti del governo, e questo farà accrescere il debito regionale di altri 345 milioni”. Questi tagli non impediscono però, ha proseguito Cantone, che “la Regione spenda ad esempio milioni di euro per il marketing”. Il consigliere ha osservato come le tasse siano aumentate; come, se da un lato l’amministrazione abbia beneficiato di 260 prepensionamenti, dall’altro abbia dovuto assorbire le funzioni delle Province; come i tagli all’Irap abbiano penalizzato le aziende che operano con metodi ecosostenibili; come si siano tagliati i benefici agli autoveicoli delle associazioni di volontariato, fatto, questo, “da approfondire”. “Servirebbero – ha proseguito – maggiori aiuti alla cultura, soprattutto ad alcuni festival e istituti musicali, mentre non si capisce come eventi che hanno un forte richiamo turistico, come il Carnevale di Viareggio e il Festival Pucciniano, non riescano ad essere autosufficienti”. “Ho cercato a lungo, nelle pieghe di questi provvedimenti, una visione, obiettivi chiari. Ma non li ho trovati”. Questo il giudizio di Stefano Mugnai(Forza Italia), per il quale “in questi atti c’è sia una mancanza di visione politica che una mancanza di dati certi, visto che il bilancio previsionale del 2015 delle Asl è stato approvato solo a inizio dicembre. Per cui è chiaro che, non avendo basi, non si sappia nemmeno di cosa si parla”. Mugnai ha posto l’accento su alcuni temi, come il nuovo aumento delle tariffe per il trasporto pubblico locale “a fronte di un servizio che sta visibilmente peggiorando”; sull’aumento delle tariffe per i demani, invece, “si è tornati indietro solo grazie alla nostra battaglia e alla levata di scudi del territorio”. Ancora, sulla fine dell’esenzione del bollo auto per il volontariato “che svolge servizi pubblici per conto della Regione Toscana, e che alla fine smetterà”. “In Toscana il grande ammortizzatore sociale che ancora regge è la famiglia – ha concluso il consigliere -. Aiutarla poteva essere uno stimolo e una spinta propulsiva, ma di aiuti alle famiglie non c’è traccia”.
 
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