Politica e Istituzioni - 15/12/2015 20:52

Sanità: legge di riordino, il dibattito (2)

Gli interventi di Bambagioni (Pd), Sarti (Si), Alberti (Lega Nord), Sostegni (Pd), Quartini (M5S)

Firenze – Paolo Bambagioni, Pd, si rivolge ai banchi delle opposizioni cui ricorda "il senso di responsabilità" che ha indotto la maggioranza a "voler cambiare la sanità in Toscana", avendo come riferimento sempre e comunque "il cittadino e il suo diritto di salute". All'opposizione dice che il referendum abrogativo "non sottopone altre cose", mentre rivendica "la decisione di approvare la legge" in piena campagna elettorale, permettendo oggi di intervenire, dopo soli sei mesi di legislatura, "sull'atto che probabilmente sarà il più importante del quinquennio". "L'assessore Saccardi ha parlato di una scommessa, noi puntiamo a vincerla". Bambagioni ha messo in evidenza scelte non ideologiche – "siamo laici veramente" -, un "approccio secondo il buon senso", la qualificazione delle spese: "tagliare le spese di organizzazione a vantaggio dei servizi". Il consigliere ha invocato un "supporto informatico adeguato" per il sistema sanitario e per i suoi operatori, marcando tra gli aspetti positivi e innovativi anche "una specie di voto, un controllo sull'operato dei direttori". Tra i richiami di Bambagioni l'importanza del ruolo di medici e infermieri, e l'opportunità di dare nuovo slancio alla medicina di base. Paolo Sarti (Si), ha ricordato il "tour fatto noi tra la gente, i pazienti: 55 mila persone. Ci hanno chiesto di cambiare una legge che nei presupposti impedisce qualunque altro provvedimento". Riguardo alla diminuzione delle Asl, "gli studi dicono che provoca maggiori costi e minore efficienza". Sulla riorganizzazione il consigliere ha parlato di "una semplificazione che non si vede: diminuiscono i vertici, ma c'è una moltiplicazione dei livelli". Emerge la "lontananza dai territori", come nel caso delle malattie croniche. Inoltre impostare tutto sul risparmio "è anacronistico, in sanità bisogna investire". Infine, ora il privato puro e il terzo settore "sono inseriti senza ipocrisie: ma sulla base di quale maggiore efficienza?". Jacopo Alberti (Lega Nord) ha parlato di "un'ottica di tagli in cui la Regione verrebbe a risparmiare circa 100milioni di euro in due anni, intervenendo sugli oltre 51mila dipendenti del sistema sanitario regionale, attraverso il ricorso ai prepensionamenti". I direttori "appaiono come controllori politici delle scelte di programmazione regionale", vista la nomina diretta da parte del governatore. Per il consigliere "l'unico risparmio si può avere dal taglio – e non dalla razionalizzazione – dei servizi conseguenti all'accorpamento delle aziende e alla messa in esubero di medici, infermieri e altri sanitari dipendenti del servizio sanitario regionale che verrebbero pensionati con le vecchie regole e non potrebbero essere sostituiti per almeno due anni". "Da notare - ha aggiunto Alberti - che i tagli non riguardano né i dipendenti delle università, né i medici di famiglia, che verrebbero premiato con il dipartimento di medicina generale". Enrico Sostegni (Pd) ha parlato della sanità toscana come di "un patrimonio: è nostra responsabilità far sì che si mantenga tale anche nei prossimi anni, per garantire ai cittadini gli stessi livelli". Il consigliere ha passato in rassegna alcuni aspetti: i presidi ospedalieri, da "mettere in rete"; il contributo sulla rete pediatrica, il bisogno di rafforzare i territori; il ruolo, fondamentale, della programmazione regionale, sia nella medicina generale che dell'integrazione socio -sanitaria. Sostegni ha quindi rivendicato, dal punto di vista della politica, sia la partecipazione –"abbiamo fatto il passaggio più importante che si possa fare, in campagna elettorale" -, che la "decisione: noi qui siamo eletti per decidere". Sostegni si è poi rivolto all'opposizione: "Vi abbiamo chiesto dove è l'articolo che privatizza la sanità: non avete risposto neanche con una riga". Andrea Quartini (M5S), ha imputato alla maggioranza "la modalità monolitica di governare", e rivendicato ai 5 stelle l'appoggio comunque "alla democrazia referendaria, che è la forma più vicina alla democrazia diretta". Venendo al merito ha portato a conoscenza dell'aula "aspetti qualificanti della politica sanitaria del Movimento" rapportandosi alla riforma la voto. Così, ad esempio, dato "l'assioma della competenza", la sanità pubblica va progettata e guidata in base ad esigenze scientifiche: "112 studi sostengono che l'accorpamento porta a diminuire servizi e non migliora le performance finanziarie". I 5 stelle vogliono "la sanità trasparente: volevamo fosse cogente la trasparenza sulle liste d'attesa; volevamo i cup centralizzato". Le nomine dei direttori "sono direttamente fornite da Rossi"; "non si sta intervenendo sul sistema dei ticket" e c'è un disegno, che è quello di "trasferire la sanità sul privato".