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Politica e Istituzioni - 15/12/2015 17:14

Sanità: legge di riordino, la presentazione in Consiglio

Il presidente della commissione Sanità e politiche sociali, Stefano Scaramelli (Pd), ha illustrato il lavoro svolto e i punti cardine della riforma

Firenze – “È maturo il tempo per discutere e per assumerci ognuno le proprie responsabilità: il Partito democratico lo farà in maniera compatta”. Parola del presidente della commissione Sanità e politiche sociali, Stefano Scaramelli (Pd) che, presentando in aula la proposta di legge di riordino della sanità toscana, ha parlato del lavoro svolto e ringraziato tutti coloro che hanno contribuito e condiviso un percorso comune. “Come commissione abbiamo fatto un lavoro molto interessante, tutti i gruppi politici hanno collaborato entrando nel merito delle questioni – ha sottolineato Scaramelli – ed i numeri ne sono la dimostrazione”. “Gli emendamenti approvati sono stati più di 100, di cui 85 del Pd e 15 condivisi con le opposizioni; delle osservazioni arrivate, ne sono state accolte il settanta per cento (30 su 47) – ha spiegato – in quattro sedute dedicate, la commissione si è confrontata su ogni articolo e ogni emendamento: 132 gli articoli discussi, 150 con quelli inseriti in sede di commissione”.
Il testo uscito dalla commissione, frutto di un intenso lavoro di approfondimento, ha portato ad introdurre una serie di emendamenti, tesi ad affermare il ruolo del Consiglio regionale e in particolare della commissione competente. “Il Consiglio regionale si riappropria del diritto di dare parere su indirizzi che determinano gli statuti delle aziende, su nomine dei revisori dei conti, parere su piano di area vasta, su strumenti di programmazione – ha sottolineato – ed anche il Consiglio sanitario sarà a servizio del Consiglio regionale”.
L’esame del testo, iniziato all’inizio di dicembre, ha visto i commissari prima concentrarsi sui suggerimenti inviati nel corso della consultazione, in un secondo tempo elaborare gli emendamenti dei gruppi consiliari. Nei mesi precedenti la commissione aveva svolto dodici tappe sul territorio, incontrando circa 3mila operatori e raccogliendo oltre 250 proposte, per dare voce ai protagonisti della sanità e arrivare ad una riforma condivisa.
Come illustrato dal presidente, il processo di riordino si attua attraverso l’accorpamento delle dodici aziende unità sanitarie locali in tre aziende, una per ciascuna area vasta (azienda Usl centro, azienda Usl Toscana Nord Ovest, azienda Usl Toscana Sud Est). Il riassetto organizzativo delle aziende sanitarie incide direttamente su tre macroambiti: territoriale, dipartimentale e rete ospedaliera. Da qui la scelta di rafforzare la zona distretto, declinandone in maniera puntuale la valenza; di determinare ogni singola tipologia di dipartimento e di individuare il responsabile della rete ospedaliera. Altro importante tema è la governance, vista e voluta come interfaccia forte degli enti locali, con introduzione della conferenza zonale integrata.
I principi cui si ispira l’atto sono la semplificazione del sistema, la riduzione dei livelli apicali, l’uniformità e omogeneità organizzativa in contesti più ampi rispetto ai precedenti, la sinergia tra Aou e Ausl attraverso la programmazione integrata, la valorizzazione del territorio, la realizzazione di economie di scala sui diversi processi, l’integrazione della rete ospedaliera su contesti più ampi ed una diffusione omogenea delle migliori pratiche all’interno del sistema.
Scaramelli si è quindi soffermato sul lavoro della commissione, che ha apportato modifiche al testo, concentrandosi su alcune parole chiave, partendo dai territori e dall’obiettivo del riequilibrio delle risorse, guardando alle zone montane, di confine e insulari, in funzione dei bisogni dei territori e dei cittadini-utenti. In tale contesto si inserisce la verifica: “La commissione competente, annualmente, potrà valutare l’operato delle direzioni generali per riscontrare la rispondenza con le istanze dei territori”. E in tema di risorse: “Il Bilancio consolidato delle Asl andrà in III commissione”. Sul fronte del risparmio: “I membri delle commissioni regionali, sanitarie e bioetica, non avranno indennità, ma solo rimborsi spesa”. Non solo: “Per gli organi dirigenziali saranno risparmiati 1 milione e 600 mila euro”.
Tra le novità ricordiamo ancora l’istituzione del dipartimento dei servizi sociali; l’istituzione della rete pediatrica, pronto soccorso con triage dedicato, per una sanità a misura di bambino; la prevenzione che torna a livello di distretto; l’articolazione del servizio di emergenza-urgenza; il ruolo del direttore sanitario protagonista della governance della direzione delle reti ospedaliere. Infine la proroga dei contratti precari, con la Giunta che avrà cura di convocare le parti sociali per la stabilizzazione dei dipendenti.
“Intendiamo dare alla sanità toscana un nuovo modello organizzativo e siamo consapevoli di aver fatto un buon lavoro – ha concluso – per essere migliori non solo in Italia ma, magari, anche in Europa”.
 
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