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Cultura, Istruzione e Ricerca - 27/11/2015 19:01

Responsabilità: Giani, importante che se ne parli in avvio di Festa della Toscana

Il libro della filosofa e senatrice Franco, dedicato all'evoluzione del concetto di responsabilità in politica e non solo, è stato presentato a Palazzo Panciatichi

Firenze – “Parlare di responsabilità oggi, nel momento in cui abbiamo inaugurato la stagione della quindicesima Festa della Toscana, parlare di etica della responsabilità in politica e in altre sfere dell’agire sociale, ha un significato altissimo. Tanto più se il libro di riferimento è di una studiosa che ha dedicato dodici anni della sua vita al servizio della cosa pubblica, essendo stata anche senatrice della Repubblica”.
Il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Eugenio Giani, si è espresso in questi termini intervenendo alla presentazione del libro “Responsabilità” di Vittoria Franco, ricercatrice universitaria di Filosofia alla Normale di Pisa e ex senatrice, volume che è stato presentato nel pomeriggio a Palazzo Panciatichi, sede dell’Assemblea toscana. L’iniziativa è stata svolta in collaborazione con l’Istituto Gramsci della Toscana.
Il volume contiene uno studio dedicato al concetto di responsabilità e alla sua evoluzione. Con il presidente Giani e con l’autrice sono intervenuti i filosofi Sergio Givone e Gaspare Polizzi, entrambi docenti all’Università di Firenze. Ha coordinato l’iniziativa la storica ed economista Alessandra Pescarolo dell’Istituto Gramsci.
La Franco, che è stata anche presidente della commissione Beni culturali del Senato, con questo studio ha cercato di approfondire il significato della responsabilità e si è posta la domanda se un’etica della responsabilità è possibile. E per fare questo ha analizzato il concetto, le sue trasformazioni ed i suoi paradigmi fondamentali, a partire da quello giuridico per arrivare a quello politico e al paradigma filosofico-morale.
Nel corso della presentazione, sia da Givone che da Polizzi, è stato evidenziato che il volume muove dalle prime discussioni in cui prende forma il paradigma filosofico-morale, a partire dalla metà dell’Ottocento, con John Stuart Mill e con i deterministi che identificavano l’essere responsabile con l’essere colpevole e la responsabilità con l’imputabilità. Fra le reazioni a tale impostazione, quelle derivate dalla filosofia di Immanuel Kant proposero interpretazioni che lasciano spazio alla libertà e alla morale. Fra loro, Lucien Lévy-Bruhl col suo concetto di responsabilità vuota e Jean-Marie Guyau con la nozione di morale senza obbligo né sanzione. Nel prosieguo dell’analisi, come evidenziato durante la serata, la Franco, visitando alcune delle teorie etiche più importanti del Novecento, ha quindi parlato dell’etica della responsabilità come risposta possibile nell’epoca della fine della metafisica. In Hannah Arendt sono state rintracciate tre diverse figure della responsabilità: come colpa, facoltà di giudizio e cura del mondo comune; in Ágnes Heller è emersa la figura dell’etica della personalità; in Emmanuel Levinas la responsabilità si è liberata dal peso della sua storia giuridica in quanto imputabilità ed è divenuta “darsi totalmente all’altro”. E infine, nelle critiche dei postmoderni all’universalismo, come hanno sottolineato i filosofi, l’autrice ha individuato il luogo d’origine di un’etica della responsabilità come “autodeterminazione responsabile” e facoltà di giudizio.
La Franco, nel ringraziare il presidente Giani ed i due studiosi di filosofia che hanno riassunto il significato del suo studio dando a loro volta la loro lettura allo stesso, ha concluso ricordando che sono sempre “in gioco due libertà, dell’Io e dell’Altro, che devono trovare il modo e la misura del convivere nell’equilibrio tra autonomia e limite”.