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Trasporti e Infrastrutture - 25/11/2015 16:00

Aeroporto Firenze: il dibattito in Consiglio

Gli interventi di Tommaso Fattori (Si), Giacomo Giannarelli (M5S), Jacopo Alberti (Lega Nord), Stefano Baccelli (Pd), Paolo Bambagioni (Pd), Monia Monni (Pd)

Firenze – “Siamo preoccupati perché è evidente che non ci sono garanzie per la tutela ambientale e della salute”. Lo ha detto Tommaso Fattori (Sì-Toscana a Sinistra), aprendo il dibattito in aula dopo la comunicazione del presidente Enrico Rossi. “Le valutazioni dei tecnici – ha spiegato Fattori – ci dicono che dovremmo archiviare questo progetto che sembra quasi un bollettino di guerra, perché presenta criticità sotto tutti i punti di vista: dell’inquinamento atmosferico, ambientale, della viabilità, della cantierizzazione, delle terre di scarico. La Giunta regionale davanti a ciò si limita a rimettere il tutto al Ministero, e si parla di ‘mitici’ osservatori che si sa come funzionano”. Secondo Fattori la realizzazione di un’unica nuova pista perpendicolare ai venti “sarebbe l’unico caso conosciuto fino a qui”. “Per questo – ha concluso – chiediamo alla Giunta di esprimersi e non di lavarsene le mani”. Per Giacomo Giannarelli (M5S) l’intera vicenda “è imbarazzante” e crea dubbi. “Il parere dei tecnici è di merito – ha detto Giannarelli – e non cambia certo se è di livello nazionale o regionale. Se si fanno proprie le loro considerazioni non si può esprimere parere favorevole. Le opere di mitigazione sono tutte già nel Pit, e sappiamo quanto peso abbiano gli osservatori. Ci troviamo davanti a una pianificazione creativa fatta con metodi inaccettabili, che minano l’autorevolezza e l’autonomia della Regione”. Da ciò, ha aggiunto il consigliere, discendono numerose domande: “Come è possibile che per un’opera così importante si sia fatto un progetto di tale superficialità e approssimazione? Chi lo ha deciso? Quale ruolo intende svolgere la Regione senza scaricare la responsabilità a qualcun altro?”. “Sono nato esattamente 43 anni fa – ha invece commentato Jacopo Alberti (Lega Nord) – e in quel giorno sui giornali si parlava di aeroporto esattamente negli stessi termini in cui lo si fa oggi. Questo dimostra chiaramente l’inadeguatezza decisionale di chi ha governato in questi quaranta anni”. Oggi, si è domandato il consigliere “c’è da capire se si parli di nuova pista o di nuovo aeroporto, se il Pd toscano e quello romano siano sulla stessa linea, perché si tratta di progetti del tutto diversi”. “Mi chiedo – ha concluso – se un giorno Firenze avrà un aeroporto all’altezza del suo ruolo”. Stefano Baccelli (Pd) ha espresso una raccomandazione: “Alziamo la testa dai pareri tecnici e dalle singole posizioni e torniamo alla sintesi del nostro ruolo politico: cercare di fare gli interessi della Toscana, contemperando gli interessi locali diversi”. Secondo il consigliere la posizione del Pd è chiara: “Siamo a favore della realizzazione del nuovo aeroporto di Firenze e vogliamo che sia realizzato per bene sotto il profilo della sicurezza, dell’equilibrio urbanistico e ambientale e dello sviluppo economico e sociale”. “Chiediamo – ha aggiunto – che la Giunta regionale tenga conto del parere del nucleo di valutazione e allarghi anzi il campo rispetto alle segnalazioni di alcune criticità, cercando un equilibrio e usando attenzione a tutto il territorio”. Per Paolo Bambagioni (Pd) “il recupero della credibilità della classe politica può avvenire se si fanno scelte di governo”. Per questo, ha proseguito, “mi auguro che questo sia uno snodo fondamentale per la modernizzazione della Toscana, che è rimasta per tanti versi superata, con un sistema infrastrutturale fermo agli anni Cinquanta”. Bambagioni ha spiegato che il lavoro della Giunta regionale “ha modificato profondamente il progetto iniziale, facendolo diventare un’opera diversa da quella proposta sulla spinta del Comune di Firenze e trasformandolo in un sistema aeroportuale integrato”. Monia Monni (Pd) ha sottolineato che “le valutazioni fanno emergere problematiche che impongono una riflessione molto seria. C’è la necessità di analizzare la questione in maniera differente rispetto a come è stato fatto fino ad adesso”. “Dobbiamo – ha detto ancora la consigliera – dare un contributo essenziale per ridisegnare il futuro della piana, che oggi è considerata banalmente la periferia di tre Comuni. Noi possiamo nobilitarla e farla diventare il cuore pulsante della Toscana. Per questo è necessario estendere la progettualità a tutta l’area, interrogandosi sulla sua identità e ridisegnandola con tutte le opere importanti”. – segue –