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Sanità e Sicurezza sociale - 07/10/2015 13:14

Screening oncologici: interrogazione in Consiglio

L’assessore Stefania Saccardi ha risposto ad una interrogazione di Andrea Quartini (M5S)

Firenze – Quali i controlli di qualità attivati dalla Giunta sui propri programmi di screening, per ridurre eventuali ansie e preoccupazioni legate agli esiti dei test di prevenzione oncologica? C’è adeguata informazione sui cosiddetti “falsi negativi” e “falsi positivi”? Come giustificare i ritardi nella comunicazione degli esiti, che possono portare gli utenti a rivolgersi a strutture private, penalizzando la sanità pubblica? Questi i quesiti dell’interrogazione di Andrea Quartini(M5S), cui ha risposto in aula l’assessore Stefania Saccardi.

“La Giunta ha da molti anni previsto una modalità strutturata di governo degli screening oncologici territoriali – ha esordito l’assessore – e tale attività è stata affidata all’Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica (Ispo) presso cui è istituito il centro di riferimento regionale per la prevenzione oncologica (Crrpo)”. Da qui la sintesi in aula di quanto riferito da Ispo, spaziando da monitoraggi periodici ad audit di qualità, da analisi dei fabbisogni a tirocini per operatori, fino all’elaborazione di protocolli a livello regionale.

“Le criticità dei tempi di attesa sono da tempo all’attenzione del governo regionale – ha assicurato l’assessore – Non vi è dubbio che il periodo storico ed economico che stiamo attraversando debba indurre ad una sempre più standardizzata integrazione a rete dei servizi e alla predisposizione di una cabina di regia sempre più strutturata”. In tale contesto l’assessore ha ricordato il “recente mandato a Ispo affinché, nell’ambito della riorganizzazione del servizio sanitario regionale, attivi, di concerto con i commissari alla programmazione di Area vasta – ha concluso - tutte le azioni e le sinergie atte a garantire ottimi livelli di qualità e tempi adeguati nelle erogazione degli screening oncologici su tutto il territorio”.

“Solo parzialmente soddisfatto” si è dichiarato Andrea Quartini, che ha affermato di non aver colto alcuna risposta dell’assessore sul privato. E ricordando ancora casi di ritardi, nell’invio di risposte a screening importanti come il pap-test, il consigliere ha infine invitato a riflettere su un “sistema sanitario che finisce per autovalutarsi, in un contesto di autoreferenzialità”.