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Ambiente e Territorio - 07/10/2015 12:59

Rari Nantes e Canottieri Firenze: ruolo attivo della Regione

Approvata all’unanimità la mozione presentato da Tommaso Fattori e Paolo Sarti (Si), firmata da tutti i gruppi consiliari

Firenze –La Regione Toscana deve assumere un “ruolo attivo” nella vicenda che riguarda gli immobili attuale sede di Società di Nuoto Rari Nantes Florentia e della ASD “Canottieri comunali Firenze”. E il Consiglio regionale è disponibile ad attivarsi per “avviare questo percorso e arrivare con rapidità ad una iniziativa di legge”. Lo ha affermato Eugenio Giani, intervenendo a conclusione della discussione e del voto sulla mozione dedicata proprio alla questione che coinvolge la Rari Nantes e i Canottieri di Firenze.

Lamozione, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale, è stata illustrata da Tommaso Fattori (Si) nel testo sostitutivo depositato agli atti da ieri, ed è sottoscritta da tutti gruppi consiliari. Impegna la Giunta regionale a promuovere un Tavolo con tutti gli attori istituzionali - oltre la Regione, Città metropolitana di Firenze, Comune e Autorità di Bacino - “che studi una soluzione che garantisca la conservazione di quegli immobili”, e quindi il regolare svolgimento delle attività sportive e ricreative in corso.

La mozione premette una puntuale ricostruzione della vicenda che, ad oggi, ha già portato all’abbattimento di parte degli immobili. Adesso, ha chiarito Fattori, “la questione è della massima urgenza”. Al di là infatti dei “dettagli tecnici e giuridici rispetto alle diverse soluzioni possibili”, a breve (dal 20 ottobre), è fissato l’inizio della demolizione di terrazze, locale bar e segreteria della Rari Nantes. Inoltre, secondo il cronoprogramma approvato in base ad un accordo tra Comune di Firenze e Provincia, entro il 2017 anche tutti “i restanti immobili” saranno abbattuti.
L’atto impegna la Giunta anche a predisporre una “specifica integrazione di legge” capace di “conformare a livello regionale” una disciplina che garantisca “fruibilità sociale delle sponde” e che preveda, a questo fine, appositi meccanismi a disposizione delle autonomie locali per “salvaguardare strutture di interesse pubblico situate nei tratti urbani delle sponde dei fiumi”. Ancora, la mozione considera il trasferimento in atto delle competenze provinciali alla Regione, impegnando quest’ultima verificare coi propri uffici “l’eventuale sussistenza di un aggravio di rischio idraulico imputabile agli immobili in oggetto” e “la correttezza delle interpretazioni date” alla normativa di settore da parte della Provincia stessa.

La Giunta è infine impegnata ad attivarsi “in ogni modo possibile, previsto o consentito dall’ordinamento, per evitare che vengano compiuti atti che comportino effetti gravi e conseguenze di fatto irreversibili”, quali potrebbero derivare dagli abbattimenti, fintanto che non siano eseguite le verifiche richieste nella stessa mozione.

Elisabetta Meucci (Pd), è intervenuta ringraziando Fattori per aver voluto integrare e modificare il testo poi votato anche dal Pd. “E’ una vicenda che aspetta da troppi anni”, ha detto. “La mozione pone una questione strategica e importante, relativamente anche al territorio toscano: ovvero il tema dell’utilizzo e della fruibilità sociale delle sponde dei fiumi nei tratti urbani”. Vicenda “molto complessa”, che coinvolge “molteplici attori” con un’evoluzione importante, nell’arco di decenni, anche del quadro normativo e tecnico. Per Meucci il voto sulla mozione “non è indice di un cambiamento di rotta”, ma vuole invece riconoscere “ai consigli comunali la possibilità di modificare i propri strumenti urbanistici per andare incontro a esigenze specifiche, fermi i paletti posti dalla legislazione nazionale e regionale”.