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Agricoltura, Caccia e Pesca - 09/09/2015 13:32

Ungulati: il dibattito e gli atti votati

Approvato l’ordine del giorno, primo firmatario Marras (Pd), che condivide gli obiettivi della comunicazione dell’assessore all’Agricoltura. Respinto, invece, l’ordine del giorno del M5S presentato dalla consigliera Galletti. Gli interventi dei consiglieri Galletti (M5S), Sarti (Sì – Toscana a Sinistra), Scaramelli (Pd), Salvini (Lega Nord) e Niccolai (Pd)

Firenze – Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza un ordine del giorno, primo firmatario Leonardo Marras (Pd), che condivide gli obiettivi contenuti nella comunicazione dell’assessore all’agricoltura Marco Remaschi a proposito dell’emergenza ungulati e che chiede che la commissione competente sia coinvolta non solo nella definizione della nuova normativa ma anche nelle attività di monitoraggio. Hanno votato a favore i gruppi del Pd, della Lega Nord e di Forza Italia, mentre hanno espresso voto contrario i consiglieri dei gruppi M5S e Sì - Toscana a Sinistra. Respinto, invece, l’ordine del giorno presentato dalla consigliera Irene Galletti (M5S) che chiedeva di individuare modalità diverse e non cruente per risolvere l’emergenza degli ungulati.

Proprio Irene Galletti, in apertura del dibattito consiliare, ha annunciato il voto contrario del suo gruppo, “pur trovandoci d’accordo su alcune parti della relazione dell’assessore Remaschi, a partire dal maggior sostegno agli agricoltori”. La consigliera ha spiegato che “il voto contrario nasce dalla nostra convinzione che la gestione degli ungulati può essere fatta anche in maniera non cruenta, come sostiene anche l’Ispra (l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale)”. Secondo Galletti, “si parla ora della necessità di un intervento tempestivo, quando la questione non è stata affrontata per anni ed è stata fatta precipitare fino a questo punto. La soluzione non può essere certo affidata ai cacciatori, che sono tra coloro che hanno causato il problema”.
 

Anche per Paolo Sarti (Si – Toscana a Sinistra) “è contraddittorio affidare ai cacciatori la risoluzione del problema, c’è un conflitto di interessi”. “La Toscana ha uno dei calendari venatori più ampi di tutta Italia e ciò non è servito a contenere il sovrappopolamento – ha osservato Sarti -. Anche il voler mettere in piedi una filiera per le carni, e quindi una catena produttiva, presuppone che la materia prima ci sia anche per il futuro e dunque contrasta con la proclamata riduzione degli ungulati”.
 

“Questa è un’emergenza - ha ricordato Stefano Scaramelli (Pd) -. Lo dicono i dati e lo ricordano i lamenti dei nostri agricoltori”. Secondo Scaramelli “una legge obiettivo specifica è lo strumento migliore e la posizione dell’assessore è estremamente equilibrata: non ci deve essere antitesi tra agricoltura e caccia, e la Regione deve fare da cerniera tra questi due mondi”. Necessario inoltre, ha aggiunto il consigliere, un monitoraggio sulla legge ogni anno per valutare l’efficacia degli interventi e apportare eventuali correttivi.
 

Roberto Salvini (Lega Nord) si è detto “meravigliato che il mondo dei cacciatori sia additato come responsabile di questo sovrappopolamento”. “L’applicazione della legge non ha funzionato - ha commentato Salvini -. Negli Ambiti territoriali di caccia, che dovevano controllare il territorio, i rappresentanti dei cacciatori sono stati sempre in minoranza, quindi dare la colpa a loro è demagogico”. “Il fatto è che – ha aggiunto il consigliere – il 40% del nostro territorio è protetto; inoltre tra le specie protette ci sono proprio i caprioli. Dobbiamo spogliarci di un certo ambientalismo becero, la presenza di queste specie deve essere riequilibrata”. Per il consigliere è anche necessario non mettere un limite all’abbattimento, altrimenti non si risolve il problema vista la rapidità di riproduzione; positivo inoltre il fatto di creare una filiera per la vendita delle carni, ora acquistate all’estero, che può essere alimentata con il “surplus” di capi registrato ogni anno.
 

“Dispiace che si parli più di attività venatoria che dei reali contenuti del problema, e cioè dei danni ingenti che gli ungulati provocano all’agricoltura e dei problemi che arrecano alla sicurezza dei cittadini”, ha detto Marco Niccolai (Pd) esprimendo apprezzamento per il percorso individuato dall’assessore Remaschi per superare l’emergenza. Niccolai ha giudicato positivamente l’indicazione di rafforzare le attività di prevenzione e “quella di pianificare con chiarezza le aree” per tornare ad “una situazione di compatibilità della presenza degli ungulati con l’ambiente e con l’agricoltura”. (segue)