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Ambiente e Territorio - 27/03/2015 19:18

Piano del paesaggio: il dibattito in Aula (5)

Gli interventi di Rosanna Pugnalini (Pd), Marina Staccioli e Giovanni Donzelli (FdI), Ivan Ferrucci (Pd) e del presidente Enrico Rossi

Firenze – “Il presidente Rossi ha fatto bene a cercare una soluzione per salvaguardare gli elementi di buon senso emersi con il lavoro del Consiglio ed allo stesso tempo allinearsi alle indicazione del Ministero”, ha sottolineato Rosanna Pugnalini (Pd). A suo parere è stata corretta una visione troppo rigida sull’agricoltura ed è stata fatta “una riforma epocale” per le cave delle Apuane, introducendo complessivamente importanti elementi di semplificazione. “Abbiamo fatto un salto notevole, anche sotto l’aspetto culturale – ha concluso – È un piano equilibrato, frutto del lavoro di tutti. Non è il piano del Ministero, né il piano dei doppi estremismi, ma un piano che serve alla comunità toscana”.
 
Secondo Marina Staccioli (Fratelli d’Italia) è mancato un reale confronto con il territorio ed un maxiemendamento presentato quarantotto ore fa butta nel cestino tutto il lavoro di mesi fatto dalla commissione. “Si mettono a rischio posti di lavoro in tutta la Toscana, dai cavatori ai balneari – ha rilevato, rivolgendosi ai banchi della maggioranza – Sulle Apuane non vi interessa realmente la filiera: lo dite a parole, ma siete smentiti dai fatti”.
 
Un giudizio condiviso dal capogruppo FdI Giovanni Donzelli, secondo il quale anche i vivaisti ed i viticoltori sono penalizzati da questo piano. “Non capisco la filosofia, tipica della sinistra, che contrappone l’uomo al paesaggio – ha affermato – Come se il paesaggio non fosse plasmato dal lavoro dell’uomo”. A suo parere è vero che si raggiunge “un equilibrio”, ma “solo tra lobby di potere, alla vigilia della campagna elettorale”.
 
Il capogruppo Pd Ivan Ferrucci ha sottolineato che “la Toscana è l’unica Regione che giunge ad approvare un piano con una visione complessiva del territorio ed un chiaro modello di sviluppo sociale ed economico”. Secondo Ferrucci non deve essere visto come “un’opera d’arte intoccabile per i prossimi venti anni”, ma piuttosto come “uno strumento di confronto per la programmazione degli enti locali”. “È un piano – ha dichiarato – che mette la Toscana in condizione di uscire dalla crisi. Una risposta seria ed equilibrata per un chiaro modello di sviluppo”.
 
L’assessore Anna Marson ha precisato di non riconoscersi nelle parole a lei attribuite e riportate in Aula dal capogruppo di Forza Italia, Santini.
 
“E’ una bella pagina per il Consiglio regionale. Siamo la prima Regione che approva un piano nell’assemblea elettiva”, ha affermato il presidente Enrico Rossi, sottolineando la “tenacia” dell’assessore Marson, “determinante” per giungere a questo risultato. Il presidente ha precisato che sul testo della Giunta sono state presentate seicento osservazioni, e non migliaia come in altre Regioni. Di queste seicento osservazioni, l’ottanta per cento è stato sostanzialmente accolto. Rossi ha ricordato che, anche alla luce delle sentenze della Corte costituzionale, le Regioni sono autonome nelle scelte di governo del territorio, ma tali scelte devono essere in linea con il Codice del paesaggio.
 
“Il maxiemendamento cerca un punto di equilibrio, alla luce di questo confronto in sede ministeriale” ha detto, ricordando che “il paesaggio è la Toscana, è la nostra identità, il nostro marchio”. “Parlando di paesaggio, evochiamo il massimo del localismo ed il massimo dell’universalità – ha rilevato il presidente – Le comunità locali sentono il territorio come proprio, perché lo hanno fatto loro, e reagiscono. Allo stesso tempo la Toscana è l’idealizzazione del paesaggio umanistico, archetipo nel mondo”. Per questo, a suo giudizio, è necessario farsi carico di osservazioni e sollecitazioni, perché “a noi viene chiesto di più”.
 
Rossi ha rilevato che certi allarmismi del settore agricolo sono del tutto ingiustificati, perché lo scopo è mantenere una certa maglia agraria all’interno delle trasformazioni imposte dall’agricoltura moderna, con indicazioni meno restrittive di alcuni regolamenti attualmente in vigore per alcuni comuni. Inoltre, l’interpretazione data al vincolo paesaggistico della legge Galasso sui boschi permetterà di recuperare all’attività agricola 200mila ettari. “Sulle cave siamo per l’attività estrattiva, che non blocchiamo – ha aggiunto – Pensiamo però che vada regolata ed abbiamo deciso di intervenire per quelle situate al di sopra dei 1200 metri”. A suo parere i lavoratori non devono temere nulla, perché si incentiva la lavorazione sul posto del 50% del materiale estratto. Sono inoltre previsti ampliamenti legati a piani di recupero. Il presidente si è infine pronunciato sulla sussidiarietà e sul rapporto con i Comuni “A volte essere più vicini ai problemi permette di trovare soluzioni migliori – ha affermato – A volte non consente di trovare risposte adeguate”. “Penso che con il varo della disciplina sul paesaggio si concluda una legislatura importante – ha concluso Rossi – Una legislatura di riforme serie, a servizio di questa regione e degli interessi generali. Il Consiglio regionale è stato un protagonista in tutto questo”.