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Economia e Imprese - 10/03/2015 20:36

Cave: il dibattito sulla nuova normativa (2)

Gli interventi di Vanessa Boretti (Pd), Paolo Marini (Rc-Ci), Loris Rossetti (Pd), Pieraldo Ciucchi (Misto), Paolo Marcheschi (Fratelli d’Italia) e Paolo Bambagioni (Pd)

Firenze – “Il nostro non è stato un lavoro di ritocco delle norme esistenti, ma un intervento profondo che coniuga lavoro e tutela del paesaggio”. Lo ha detto Vanessa Boretti (Pd) intervenendo nel dibattito sulle nuove legge che norme il settore delle cave. “La legge, ha aggiunto, non effettua nessun esproprio ma avrà ricadute economiche e sociali positive sul territorio”. Boretti ha giudicato positivo l’inserimento della clausola valutativa “per monitorare l’applicazione della legge e della sua efficacia” e la previsione della filiera corta.
Per Paolo Marini (Rc-Ci) “la legge interviene su una materia complicata e controversa” ma ha aggiunto di non essere spaventato dall’ipotesi dei ricorsi legali “perché le leggi si applicano e si rispettano e questa risolve una frattura che si è aperta tra la città di Carrara e gli imprenditori”. Nella legge, ha aggiunto, “si è raggiunto un equilibrio positivo che sarà in grado di dare risposte positive per le ricadute occupazionali e per la tutela dell’ambiente. E inoltre, con le premialità, dà 25 anni di tempo agli imprenditori per recuperare gli investimenti fatti”.
Loris Rossetti (Pd) ha parlato di legge “liberale e liberista” e circa la questione dei “beni estimati” ha affermato che la norma regionale “rende di nuovo pubblico ciò che pubblico era già”. Infine, ha giudicato positivamente l’introduzione della filiera corta “perché risponde a un’esigenza posta dalle comunità, cioè che il materiale estratto in cava sia lavorato in loco”.
Secondo Pieraldo Ciucchi (Misto), gli interventi di Marini e Rossetti ha dato “una visione articolata e corretta della realtà di Carrara, di cui la Regione, ormai anni fa, si occupò per dire che su 1 milione di tonnellate di materiale estratto ben 400 mila finivano per essere commercializzati in nero”. La Regione, ha aggiunto, “ha scelto giustamente di accompagnare l’azione dei Comuni nel settore e soprattutto ha scelto giustamente di puntare sulla filiera corta, che è l’unica ricetta per evitare il fenomeno del nero”.
Paolo Marcheschi (Fratelli d’Italia) ha parlato di “provvedimento discriminatorio che provocherà danni erariali” e dell’azione del governo regionale ha detto “Dove c’è attività produttiva che funziona, la Regione picchia duro”. Rispetto alla filiera corta Marcheschi ha chiesto: “E’ una scelta positiva, ma perché non se ne parla anche per le altre realtà toscane?”.
Paolo Bambagioni (Pd) ha definito il problema della cave di Carrara “complesso, ma la Regione doveva affrontare un dato oggettivo, e cioè il progressivo impoverimento del territorio, perché l’attività non può ridursi solo all’estrazione dei blocchi e alla loro commercializzazione”. E ha aggiunto: “Occorrevano regole e la Regione ha fatto la scelta di contrastare lo scempio del territorio e di incentivare le ricadute economiche e sociali sulla comunità”. (lm)