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Istituti di Garanzia - 18/02/2015 15:27

Carcere di Prato: Corleone, situazione complessa tra luci e ombre

Il garante regionale in visita alla seconda struttura per capienza: “Alta sicurezza sovraffollata, presenza di persone con handicap e sex offenders cui mancano progetti di recupero specifici”. Inviata lettera all’assessore Marroni

Firenze – È una struttura “complessa”, stretta tra “luci ed ombre” quella fotografata dal garante dei detenuti della Regione Toscana, Franco Corleone, in visita oggi, mercoledì 18 febbraio, al carcere di Prato. Secondo per capienza, l’istituto penitenziario conta 605 presenze per una capienza teorica di 700. Ma il sovraffollamento dichiarato da Corleone si riferisce al reparto di alta sicurezza in cui stanno in 67, invece dei 48 previsti, e dove si contano “tre persone per cella, alcune delle quali con pene detentive lunghe”. Nonostante il limite dei 3mq a persona sia rispettato “considero stravagante – ha dichiarato il garante – l’idea che in celle di 14 mq si possano alloggiare tre brande. Lo spazio minimo vitale ne risente pesantemente”.
Corleone ha quindi verificato la presenza di persone con handicap per le quali già la cella “costituisce una invalidità”. L’accesso al bagno è, per esempio, “difficoltoso” e la loro sistemazione non è “idonea”.
La complessità del carcere è data inoltre dalla presenza di collaboratori di giustizia e sex offenders sistemati oltre la capienza ordinaria e per i quali la stessa struttura lamenta carenza di personale e mancanza di progetti specifici. “Ho già inviato una lettera all’assessore Luigi Marroni proprio per immaginare azioni di recupero per coloro che si sono macchiati di reati sessuali e che, in assenza di progetti specifici e abbandonati nelle celle, al termine della pena potrebbero essere nella stessa condizione e a rischio recidiva”.
La situazione igienico-sanitaria riscontrata, è “difficile”. Il carcere è situato in località Maliseti, luogo che in origine indicava una zona paludosa. “L’umidità è notevole”, ha osservato Corleone. “Proprio oggi sono arrivati i nuovi materassi ma le condizioni restano gravi. Mi aspetto che Asl e Comune facciano le verifiche del caso vista anche la triste abitudine di buttare gli scarti del cibo fuori dalle celle con il conseguente aumento della voracità e della presenza di topi”.
Nel reparto di media sicurezza, invece, è applicata la procedura delle celle aperte per otto ore al giorno. “È un dato positivo” che si aggiunge alla presenza di una sede del polo universitario che però registra la presenza di sole sette persone a fronte delle 17 previste su carta. “Voglio verificare perché non è pienamente utilizzato”, ha osservato il Garante anche in ragione “dell’importanza che potrebbe avere in termini di reinserimento dei carcerati”.
Corleone ha quindi concluso la sua visita ricordando le numerose lettere ricevute dai detenuti nelle quali si chiede “attenzione” alle condizioni sanitarie. “Non sono riuscito a parlare con il responsabile della struttura sanitaria perché da contratto la sua presenza è limitata a sole tre ore al giorno. Non credo sia una soluzione adeguata. Solleciterò un intervento perché alcuni detenuti non sembrano in condizioni compatibili con il carcere o meritano di essere trasferiti in altre strutture”.