Istituti di Garanzia - 21/11/2014 18:08

Carceri: Gherardo Colombo, superare il concetto di pena

Al convegno “Delitti e pena: 250 anni dopo Beccaria” è intervenuto anche il provveditore penitenziario Carmelo Cantone

Firenze – “Si deve passare da un’idea secondo cui alla trasgressione si risponde con l’esclusione a una posizione che prevede l’inclusione e al contempo il reale recupero della persona alla società”.
La proposta di superare il concetto di pena è stata avanzata, nel corso del convegno “Delitti e pena: 250 anni dopo Beccaria, il fallimento del carcere”, dall’ex magistrato Gherardo Colombo. Ha spiegato Colombo: “Premesso che chi è veramente pericoloso deve stare da un’altra parte affinché non gli sia consentito di rinnovare la sua pericolosità, fermo restando che anche a lui devono essere comunque garantiti i diritti umani fondamentali, chi ha sbagliato deve poter essere messo nelle condizioni di essere recuperato come persona”. E ha indicato la strada della “giustizia ripartiva”, che passa attraverso “sistemi di mediazione penale” come ipotesi da seguire. “Tali mediazioni, condotte da professionisti appositamente formati, devono portare i responsabili a rendersi conto di quello che hanno fatto e la vittima ad essere risarcita per il danno subito”.
Nel pomeriggio è intervenuto anche, fra gli altri, il provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria della Toscana, Carmelo Cantone, che ha parlato della dignità del detenuto e degli “spazi della pena”. Il suo è stato l’intervento conclusivo della giornata.
Il convegno, che vede la partecipazione di magistrati, presidenti di tribunale, docenti universitari, avvocati ed esponenti politici, si concluderà domani con la presenza, fra gli altri, del giornalista Livio Ferrari, promotore del manifesto “No Prison”, e con lo svolgimento di una sessione dedicata all’attualità e alle prospettive dell’abolizionismo e con un’altra sessione riepilogativa dei temi affronanti in prospettiva di possibili Stati generali del carcere. Una tavola rotonda condotta da Laura Zanacchi, redattrice di Fahrenheit e curatrice di “Dei delitti e delle pene, 250 anni dopo Beccaria”, chiuderà la “due giorni”. In calendario, anche in questo caso, gli interventi di avvocati penalisti, politici e magistrati.