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Istituti di Garanzia - 18/11/2014 14:19

Carceri: Corleone, sovraffollamento risolto ma ancora casi di suicidio

Presentata in Consiglio l’iniziativa del 21 e 22 novembre, il convegno “Delitti e pena: 250 anni dopo Beccaria”. Nell’Aula di Sant’Apollonia, due giorni a confronto sulle questioni aperte del sistema carcerario

Firenze – “Anche se il problema del sovraffollamento nelle carceri è stato superato – ha detto il garante regionale dei detenuti, Franco Corleone – le tragedie incombono. In Toscana sono detenute 3.367 persone su una capienza regolamentare di 3.345, quindi abbiamo quasi raggiunto la coincidenza tra capienza e presenze però anche quest’anno in Toscana ci sono stati 10 morti in carcere, dei quali 4 sono stati casi di suicidio (1 a Lucca, 1 a Pisa, e 2 a Firenze)”. Corleone ha presentato in Consiglio regionale, in conferenza stampa, il convegno ‘Delitti e pena: 250 anni dopo Beccaria’ che si terrà, nell’aula di Sant’Apollonia (via S. Gallo, a Firenze), venerdì 21 tutta la giornata a partire dalle 9.30 e la mattina di sabato 22 novembre.
“Bisogna – ha continuato Corleone – cambiare la qualità di vita nel carcere e trovare pene alternative che favoriscano il reinserimento sociale come i lavori socialmente utili”. “In Gran Bretagna – ha aggiunto il garante – si sta portando avanti il dibattito per abolire il carcere femminile. In Toscana le donne detenute sono 109”.
 

Il convegno, organizzato in occasione della Festa della Toscana, sarà un’occasione per riflettere sul senso della pena, sulla funzione dell’istituzione carceraria e su nuove possibili prospettive sanzionatorie. Tra gli interventi previsti nella giornata del 21, il professor Massimo Pavarini che illustrerà il manifesto “No prison, senza se e senza ma”. Poi si parlerà del “carcere dei diritti”, delle pene alternative e della dignità degli spazi carcerari.
 

Il professor Emilio Santoro ha fatto presente che in tutta l’Europa occidentale si sta ridiscutendo “sul senso del carcere che al di là dell’incapacità immediata non porta al reinserimento sociale“. “L’obiettivo – ha detto Santoro – sarebbe quello di far scontare la pena a chi abbia condanne fino a 4 anni, con lavori socialmente utili”.
 

L’ambizione dell’incontro è quella di costruire una piattaforma capace di tracciare una riforma del sistema penale e penitenziario innovativa e credibile, prendendo le mosse da un contesto in cui importanti questioni sono ancora aperte, come il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, l’introduzione del reato di tortura, la nomina del capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e del garante nazionale per i diritti dei detenuti e piena attuazione della sentenza della Corte costituzionale sulla Fini-Giovanardi.
 

Corrado Marcetti della Fondazione Giovanni Michelucci ha infine, evidenziato che al convegno si parlerà anche di architettura carceraria, dell’importanza di “ritrovare la dignità degli spazi e dello stato dell’edilizia penitenziaria”.