Trasporti e Infrastrutture - 16/07/2014 17:44

Aeroporto e Piana: il dibattito (4)

Gli interventi di Romanelli (Misto), Tognocchi (Pd), Chincarini (Cd) e Ferrucci (Pd)

Firenze – “Il Pit contiene scelte molto diverse da quelle indicate dal programma elettorale della maggioranza e, per questo motivo, sono profondamente in disaccordo”. Lo ha dichiarato Mauro Romanelli (Gruppo misto) nel corso del suo intervento, con il quale ha annunciato il suo voto contrario “che confermerei anche se ciò dovesse far cadere la Giunta regionale”. Sottolineando che “se la maggioranza è divisa, divisa, anzi sbriciolata, è anche l’opposizione di centrodestra”, Romanelli ha precisato che le critiche “sono sul medoto e sul merito dell’atto, perché non sappiamo cosa succederà rispetto a ciò che il Pit contiene e perché non sono convinto che una società unica di carattere privato sia la stessa cosa di una Holding pubblica”. Inoltre, ha aggiunto, “pesano le incertezze sul futuro dei posti di lavoro e da dibattito non sembra più scontato il rispetto dei due punti fermi individuati dal Consiglio un anno fa: la monodirezionalità della pista di Peretola e l’esclusione di finanziamenti pubblici”. Il Pit, ha concluso, “contiene anche alcune cose positive, come la tutela delle aree a parco, la rimpiantumazione e la tranvia, ma è troppo poco per convincermi a votare a favore”.
 
Pier Paolo Tognocchi (Pd) ha esordito annunciato il voto favorevole perché, ha spiegato, “da un anno a questa parte, pur in un contesto mutato, il Pit non è cambiato: resta confermata la pista di duemila metri e resta confermato che gli investimenti non potranno essere finanziati con soldi pubblici”. Tognocchi ha ricordato che la fusione tra gli scali di Firenze e Pisa doveva avvenire attraverso la costituzione di una Holding a controllo pubblico, “ma poi è tutto saltato con la cessione di quote della Sat a un investitore privato”. Questo percorso, ha sottolineato Tognocchi, “non l’ho condiviso, ma oggi dobbiamo ragionare e scegliere in questo contesto. Perciò trovo assurdo fare raccomandazioni ai privati. Hanno la maggioranza nel Cda di Firenze e Pisa e loro sceglieranno quali investimenti fare, sapendo che dovranno pagarseli da soli”.
 
Voto contrario al Pit è stato annunciato anche da Maria Luisa Chincarini (Cd) “e non solo perché sono pisana”. La ragione, ha spiegato, “è che sullo sviluppo di Pisa sono stati spesi molti soldi pubblici e la Sat ha già deciso e finanziato un importante piano di investimenti. Mi sembra assurdo mettere a rischio tutto questo per appesantire il territorio di Firenze, già urbanisticamente congestionato”. La consigliera Chincarini ha motivato il voto contrario anche con “la preoccupazione per la tenuta occupazionale” e con il fatto che “dubito che i privati terranno conto delle indicazioni di questo atto”.
 
Secondo Ivan Ferrucci (Pd), “le decisioni di questa portata vanno sempre commisurate al momento in cui si prendono”. “Faccio notare”, ha sottolineato, “che in questo momento di crisi generale, solo in Toscana si parla di investimenti e di sviluppo del sistema aeroportuale”. Ferrucci ha ricordato di “avere dei dubbi nel merito” e di comprendere “le ragioni che gli Enti locali hanno posto”, ma la Regione Toscana “si assume le sue responsabilità e compie una scelta di sviluppo e integrazione degli aeroporti pisano e fiorentino lasciando in eredità uno strumento urbanistico chiaro, che definisce obiettivi, equilibri ambientali e sviluppo economico”. Il ruolo dei privati, ha aggiunto, non deve essere un tabù, “del resto, già agli inizi degli anni duemila gli enti locali affermavano che si doveva uscire dalle società di gestione degli aeroporti”. Infine, Ferrucci ha auspicato “che lo sviluppo di Pisa continui così com’è stato programmato”.