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Trasporti e Infrastrutture - 03/06/2014 19:18

Aeroporti: vendita quote Sat, mozione chiede a Giunta di ritirare delibera

Il testo, sottoscritto dai consiglieri Pier Paolo Tognocchi, Monica Sgherri, Mauro Romanelli e Maria Luisa Chincarini, è stato illustrato all’aula da Tognocchi. Gli interventi di Magnolfi, Sgherri, Donzelli e Bambagioni

Firenze – Ritirare la delibera che prevede la vendita delle quote Sat, la società che gestisce l’aeroporto Galilei di Pisa, al Gruppo Corporation America, così da chiudere anche il confronto giudiziario che si è aperto tra i soci pubblici, mantenere gli impegni presi con il patto di sindacato e riprendere il dialogo sulla costituzione della holding tra Sat e Adf (società che gestisce l’aeroporto Vespucci di Firenze) quale strumento per procedere all’integrazione aeroportuale.
 
Lo chiede la mozione, sottoscritta dai consiglieri Pier Paolo Tognocchi, Monica Sgherri, Mauro Romanelli e Maria Luisa Chincarini, che è stata illustrata in aula dal consigliere Tognocchi, il quale ha sottolineato che l’approvazione del Pit e della sua variante aveva trovato un punto di equilibrio sul fatto che l’allungamento della pista di Firenze dovesse fermarsi a 2.000 metri e che la sua realizzazione escludesse finanziamenti a carico del pubblico; contemporaneamente si era deciso di aprire un percorso per l’integrazione dei due aeroporti di Pisa e Firenze. All’improvviso, ha ricordato Tognocchi, la Giunta ha deciso di rompere il patto di sindacato con gli altri soci, patto che scadrà nel 2016, per vendere quote alla Corporation America che ha lanciato un’Opa. In questo modo, ha sottolineato Tognocchi, si butta il lavoro fatto per procedere all’integrazione tra Firenze e Pisa e quello sul Pit.
 
Secondo Alberto Magnolfi, è singolare che la discussione su questo tema sia arrivata in Consiglio sotto forma di una mozione e non attraverso una comunicazione della Giunta regionale. Magnolfi ha definito difficile la comprensione di cosa la Giunta stia facendo e ha richiamato l’assessore all’urbanistica, Anna Marson, a tirare le conseguenze rispetto a quanto sta accadendo, nel senso che non potrà non rispondere delle decisioni della Giunta su questi temi. Magnolfi ha sottolineato l’incapacità del governo regionale a risolvere le questioni infrastrutturali e territoriali della Toscana ma, pur apprezzando la mozione, ha dichiarato che votarla non avrebbe un significato concreto. Serve invece che il presidente Rossi si presenti all’aula per fare un punto complessivo della situazione in materia di aeroporti.
 
Monica Sgherri ha definito la mozione un estremo tentativo di riconsegnare al Consiglio regionale il suo ruolo decisionale, perché sono stati sconfessati i paletti messi con la variante al Pit e i contenuti del processo di costituzione della holding tra Pisa e Firenze. Inoltre, in un contesto dove regna anche l’incertezza su quanto dovrà essere lunga la pista dello scalo di Firenze e su chi dovrà sostenere i costi di adeguamento, non era il caso di rompere il patto parasociale così come invece ha fatto la Giunta regionale.
 
Per Giovanni Donzelli il dibattito sulla vicenda è necessario, ma lo strumento della mozione lo rende ridotto e poco efficace. Sarebbe stata preferibile una comunicazione del presidente Rossi, anche perché non sono chiare le linee strategiche che la Regione intende seguire e i rapporti con i privati. Donzelli ha affermato che la costruzione di un polo aeroportuale della Toscana è necessario, ma non si può correre il rischio che si privatizzino gli utili e si collettivizzino le spese.
 
Secondo Paolo Bambagioni il Consiglio regionale ha avuto la possibilità di esprimersi e si era scelto di realizzare un sistema aeroportuale unico e di riqualificare lo scalo di Firenze. In queste scelte, ha ricordato, ci sono state e ci sono tante difficoltà, tanti punti di vista e tanti campanilismi. Bambagioni ha aggiunto che l’intervento del privato può essere una opportunità e che è poco conveniente insistere nel richiedere una discussione su atti che, secondo l’Ufficio giuridico, sono di competenza della Giunta e non del Consiglio.