Economia e Imprese - 28/07/2009 18:57

Dpef 2010: interventi per 3,5 miliardi di euro in tre anni (4)

Gli interventi di Pieraldo Ciucchi (Partito socialista) e Giuseppe Del Carlo (Udc)

Firenze – “La crisi ha colpito le produzioni tipiche, si è persa competitività nei confronti di paesi emergenti ed invasivi, sono in difficoltà anche strutture di media dimensione, mentre vaste aree della regione sono interessate da processi di deindustrializzazione. C’è il rischio concreto che il sistema non riesca ad agganciare la ripresa”.
Lo ha dichiarato il capogruppo del Partito socialista Pieraldo Ciucchi, sottolineando la necessità di affiancare alle necessarie misure di emergenza un disegno strategico, ispirato ad una cultura di governo e capace di reperire risorse. “C’è un problema Firenze, in termini di infrastrutture e trasporti – ha affermato - ma il problema Firenze è un problema della Toscana”. Secondo Ciucchi, inoltre, non esiste solo il problema del numero dei consiglieri regionali, ma c’è “una giungla da disboscare” a livello di enti locali, ad esempio nelle aziende sanitarie, mentre deve essere affrontato di petto il problema dei rifiuti urbani ed industriali, “ormai vicino all’emergenza”.
 
Secondo il consigliere Giuseppe Del Carlo (Udc) le valutazioni intorno a questo Dpef non possono che svilupparsi in un’ottica di legislatura. “Si è insistito sulla modernizzazione, ma senza scelte conseguenti – ha osservato - Si è parlato di energie rinnovabili, ma il rifiuto del nucleare condanna la Toscana a non essere autosufficiente sul piano energetico, con costi aggiuntivi per le imprese”.
Analoghe valutazioni valgono per i rifiuti, dove “si è promossa la raccolta differenziata, ma se non si realizzano impianti il sistema si blocca”. A suo parere occorre accelerare la spesa per investimenti, in particolare sui progetti indicati dal Piano regionale di sviluppo, che slittano di anno in anno non solo per difficoltà procedurali, ma anche per il comportamento degli enti locali. “Sui servizi pubblici locali il blocco delle liberalizzazioni ha fatto nascere monopoli pubblici al posto di quelli privati" ha infine osservato Del Carlo. "Il servizio idrico integrato è un esempio di cattiva gestione, con i Comuni allo stesso tempo soci e controllori.