Economia e Imprese - 28/07/2009 17:51

Dpef 2010: interventi per 3,5 miliardi di euro in tre anni (2)

Secondo il portavoce dell’opposizione Alessandro Antichi, la “coerenza” del Dpef 2010 è solo un’enorme zavorra e non un fattore di credibilità ed efficacia

Firenze – “Nel Dpef 2010 la crisi viene presentata come una conseguenza non evitabile di fattori esterni, come se non fosse stata uno spettro che ha attraversato tutti gli atti della programmazione regionale. Da anni parliamo di un caso Toscana, con le sue deficienze strutturali ed il suo svantaggio competitivo. Ed oggi, nella nostra regione, la crisi è arrivata prima che altrove e con conseguenze peggiori rispetto al resto d’Italia”.
Lo ha dichiarato Alessandro Antichi, portavoce dell’opposizione, secondo il quale la “coerenza” del Dpef 2010, la sua rigidità di strumenti e di misure, costituiscono “un’enorme zavorra, più che un elemento di credibilità ed efficacia”. A suo parere occorre, invece, uno strumento più leggero e flessibile, in grado di adattarsi più facilmente alle esigenze del momento, e che, soprattutto, imposti una strategia per il futuro, quando la crisi sarà superata. Antichi ha rilevato che nella nostra regione aumenta la spesa corrente e la spesa per investimenti diminuisce. “Dei 2 miliardi e mezzo di euro stanziati negli ultimi 4 anni per l’economia, soltanto un miliardo e mezzo sono stati impegnati (61%) e di questi soltanto un miliardo (66%) pagati” ha osservato. “Analoga la situazione per la strategia territoriale: 5 miliardi e 600 milioni stanziati, 2 miliardi effettivamente pagati. Per la strategia culturale sono stati invece stanziati 1 miliardo e 400 milioni, impegnati un miliardo e pagati 450 milioni. Troviamo risultati simili anche sulla capacità di portare a termine i progetti finanziati dalla Unione europea: su 9.700 soltanto 6.000 sono stati conclusi”.
Il portavoce dell’opposizione ha infine rilevato che a fronte di un’invarianza nominale delle tasse e delle imposte, la pressione fiscale è cresciuta ininterrottamente del 7,2% l’anno dal 2005, con un’imposizione di 1.824 euro pro capite a fronte di 1.746 della media nazionale.