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Istituti di Garanzia - 09/07/2009 18:04

Violenza contro le donne: messaggio al G8

Partito dal Consiglio regionale il testo che invita i Capi di Stato ad affrontare il tema della tratta di esseri umani. Le consigliere e la commissione Pari opportunità ai grandi della terra: “Politiche più incisive per crimini che non hanno scuse”

Firenze – Un appello bipartisan perché i “Grandi della Terra” riuniti all’Aquila affrontino il drammatico problema della violenza sulle donne, facendosi carico delle responsabilità che derivano dai ruoli svolti.
E’ quanto contenuto nel documento inviato dalle consigliere elette nell’assemblea toscana e dalla Commissione Pari opportunità ai capi di Stato riuniti in Abruzzo per il G8. Annunciato già ieri, mercoledì 8 luglio, alla presentazione della Staffetta di donne contro la violenza sulle donne in Consiglio regionale, l’appello delle consigliere toscane è stato inviato da Bruna Giovannini, segretario questore dell’Ufficio di presidenza, al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
 
Di seguito il testo del documento inviato.
Al Presidente del Consiglio dei Ministri del Governo Italiano Ai Capi di Stato riuniti per il G8 a L’Aquila A quanti sono chiamati ad avere responsabilità di governo, le Consigliere regionali della Toscana, rappresentanti dei vari gruppi consiliari, unitamente alla Commissione Regionale Pari Opportunità, lanciano un accorato e pressante appello affinchè si prenda piena coscienza del drammatico problema della violenza sulle donne - fenomeno che interessa indistintamente tutte le società - e che vede una delle più tragiche espressioni nella tratta degli esseri umani.
La violenza sulle donne è una forma di discriminazione che nasce in ogni contesto sociale, culturale, economico, ha una dimensione sociale perché riguarda il rapporto fra i generi, è espressione di disuguaglianza e di mancato rispetto della dignità della persona coinvolta. Ha forti implicazioni per i singoli, per le famiglie, per la collettività, in termini di salute, di disagio psicologico e anche costi economici per la società. Per questo occorre un impegno forte per modificare la cultura che genera questa violenza e per tutelare le donne vittime di violenza.
Le donne che sottoscrivono questo appello, appartenenti a vari orientamenti culturali e politici, hanno posto in secondo piano le logiche particolari per trovare un punto d’intesa che le vede unite nel chiedere ai destinatari del messaggio di farsi carico delle responsabilità che derivano dai ruoli svolti, nella prospettiva di una azione comunemente ispirata e finalizzata al raggiungimento di politiche più incisive per dare risposte concrete a questo crimine che non ha scuse.