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Varie - 15/01/2013 16:00

Addio a Nadia Pasotti: il ricordo dell’assemblea

La commemorazione tenuta da Caterina Bini. Riconoscenza per la dirigente che per tanti anni ha dedicato il suo lavoro al Consiglio e vicinanza alla filgia Viola e i familiari, oggi presenti nell’aula che ha osservato un minuto di silenzio

Firenze – Se n’è andata in due mesi, senza rumore e quasi all’improvviso, cogliendo di sorpresa molti di coloro che erano abituati a far conto su di lei ogni giorno, da anni. Nadia Pasotti, importante dirigente del Consiglio regionale recentissimamente scomparsa, è stata oggi commemorata nell’aula consiliare, che ha quindi osservato un minuto di silenzio.
 

Poche parole del presidente Alberto Monaci, che precedentemente aveva ricevuto la figlia di Nadia Pasotti, Viola e i familiari nel suo studio, e quindi il ricordo affidato a Caterina Bini. Nelle parole della consigliera i tratti, il carattere e la personalità di una donna particolare, mai entrante, ma decisa; sensibile, ma forte. Una a cui non piacevano tutti e che non a tutti voleva piacere, ha detto Bini. In molti, tra i presenti, hanno riconosciuto la persona attaccatissima al lavoro che, si è scoperto oggi, fino all’ultimo ha chiesto ai familiari di informarsi sui lavori e su ciò che accadeva in Consiglio, e che ne seguiva le sedute via web.
 

Nadia Pasotti sapeva fare squadra e parlava delle sue “ragazze”, le assistenti alle commissioni, che guidava con autorevolezza ma mai in modo autoritario, e forse per questo le volevano tutte così bene, ha commentato Bini. Davanti all’aula colma di dipendenti e colleghi, commossi e in silenzio, le parole della consigliera sono andate all’ultimo saluto, a Mantova, pochissimi giorni fa. Quando sono risuonate le note che Nadia cantava ogni sabato mattina: Libiam ne’ lieti calici, tratto dalla Traviata di Giuseppe Verdi. Un inno alla gioia e all’amore.
 
 
Il consigliere Alberto Magnolfi si è unito al saluto e al ricordo, definendo Nadia Pasotti un pilastro dell’organizzazione del Consiglio, e una dirigente esemplare per preparazione, competenza, per l’atteggiamento di collaborazione. Un servitore pubblico nel senso più pieno.