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Servizi di Pubblica Utilità - 13/06/2012 15:16

Sicurezza stradale. Ceccobao, utile il progetto Sirss

L’assessore ha risposto in aula a un’interrogazione, presentata dai consiglieri del Pdl Marcheschi e Mugnai, secondo i quali i dati raccolti sugli incidenti sono incompleti

 

Firenze – “Il progetto Sirss è molto utile per capire le cause degli incidenti, quali sono le strade dove avvengono più frequentemente e quindi per intervenire al fine di diminuire la pericolosità di quei tratti e dunque evitare nuovi sinistri”. Questa l’opinione dell’assessore regionale ai Trasporti Luca Ceccobao, il quale ha risposto in aula a un’interrogazione “in merito alle politiche regionali in tema di sicurezza stradale e sul progetto Sistema integrato regionale di sicurezza stradale”, presentata dai consiglieri del Pdl Paolo Marcheschi e Stefano Mugnai.
 
Ceccobao ha ricordato che il progetto è nato da un protocollo di intesa fra vari soggetti e nasce da un’esigenza dei settori viabilità delle Province e della Regione Toscana di dotarsi di un database degli incidenti stradali con i loro corretti riferimenti geografici. Riguardo alla correttezza nella trasmissione dei dati “è necessario specificare che il campo di rilevazione degli incidenti stradali fa riferimento all’insieme degli incidenti stradali verbalizzati da un’Autorità di polizia, che si sono verificati sul territorio nazionale nell’arco di un anno solare e che hanno causato lesioni alle persone”.
 
Marcheschi ha replicato che “la presentazione dell’assessore è bella; peccato che chi è andato a controllare i dati si sia accorto che nella trasmissione dei dati della provincia di Firenze mancano all’appello ben 11 incidenti mortali su 69 che sono occorsi”. “Chi raccoglie i dati ha anche il dovere di verificarli, altrimenti le conseguenze possono essere dannose – ha proseguito Marcheschi -. Nel piano sanitario si afferma che gli incidenti gravi qui sono inferiori a quelli di altre Regioni e che quindi la Toscana si può ritenere un’area sicura. Ma se questi dati non sono completi, il rischio è che numeri sbagliati generino politiche sbagliate”.