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Varie - 24/05/2012 18:09

Violenza di genere: Lastri, Toscana attenta e propositiva

Il consigliere membro dell’Ufficio di presidenza Daniela Lastri è intervenuta al seminario nazionale Donne, Violenza, Salute: “Nel 2011, 1880 donne si sono rivolte ai centri antiviolenza. Lavoriamo a rendere sempre più forte la rete”

 

Firenze –È una pagina ancora aperta quella della violenza sulle donne. Una pagina che la cronaca più recente ha raccontato e continua, purtroppo, a raccontare. Riconosciuta “violenza di genere” dalla comunità internazionale come “violazione fondamentale dei diritti umani”, è stata al centro dei lavori del seminario nazionale organizzato da Lef-Italia (Coordinamento della Lobby Europea delle Donne) e dall’associazione italiana infermieri che si è svolto oggi, giovedì 24 maggio, in Palazzo Bastogi.
Un convegno sentito e partecipato, occasione ideale per approfondire il tema della violenza sulle donne ma anche i risvolti che ha sulla salute. “Per i dati che abbiamo – ha detto il consigliere membro dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale Daniela Lastri, intervenuta al seminario – il fenomeno ha una priorità nella sanità pubblica”. “Come Regione molto abbiamo fatto e continuiamo a fare. Siamo una realtà che dal 2007 si è dotata di un’ottima legge contro la violenza di genere. L’osservatorio sociale regionale, attraverso un monitoraggio costante, valorizza la rete dei centri antiviolenza della Toscana cui si affiancano una serie di servizi territoriali”. E dati alla mano, nel 2011 sono state 1880 le donne che hanno chiesto il supporto della rete toscana. “Il report dell’osservatorio – ha detto Lastri – ci fa sapere che i casi di violenza sulle donne sono perpetrati per il 60 per cento da partner, per il 20 per cento da ex compagni e il restante 20 da colleghi di lavoro o persone legate alla sfera professionale”. In fatto di denunce, la percentuale maggiore è per attività di stalking (circa il 48 per cento). “La difficoltà delle donne a denunciare è ancora molto alta. Soprattutto se si tratta di violenza domestica. Nel momento in cui, però, gli atti di offesa sono fatti in presenza di figli, nelle donne scatta la propensione a denunciare”, ha continuato ancora il consigliere dell’Ufficio di presidenza.
“Il buon lavoro fatto in Toscana – ha concluso Lastri prima di dare avvio ai lavori del seminario – è uno stimolo a continuare. La legge per la cittadinanza di genere, insieme a quella sulla violenza, servono per spingere le donne a rompere il silenzio, sicure che avranno un appoggio attivo e fattivo delle istituzioni, un sostegno psicologico e legale certo e costante. Parallelamente, continueremo a sviluppare e ampliare una rete già capillarmente diffusa per renderla sempre più forte e aderente al territorio. Esperienze di alto livello le abbiamo già avute con il Codice Rosa adottato nell’azienda sanitaria di Grosseto, cui sono seguite una serie di iniziative similari in tutta la regione”.
I lavori del seminario sono continuati con gli interventi di Siusi Casaccia, presidente Lef-Italia (Coordinamento della Lobby Europea delle Donne), Maria Stella D’Andrea, Ausl Reggio Emilia, Stefano Gaiardi, Ausl Ravenna, Vittoria Doretti, Asl 9 Grosseto, Riccarda Suprani, delegata nucleo Cnai Ravenna e Anna Maria Biondo Olivieri di Lef-Italia. (f.cio)