Economia e Imprese, Iran Libero - 04/04/2012 20:15

Centri commerciali naturali: strumento di programmazione per la Regione

A chiederlo è una proposta di risoluzione, approvata all’unanimità dall’aula, che accompagna la relazione conclusiva dell’indagine conoscitiva svolta nei mesi scorsi

Firenze – In aula la relazione conclusiva su un’indagine conoscitiva sui Centri commerciali naturali (Ccn) in Toscana, illustrata dal consigliere Ivan Ferrucci (Pd), e accompagnata da una proposta di risoluzione che impegna la Giunta a “considerare tale sistema uno degli strumenti della programmazione regionale del commercio al dettaglio”, come già indicato nel Piano regionale dello sviluppo economico. La proposta di risoluzione, in linea con i risultati dell’indagine da cui è emerso “un panorama dinamico e proattivo che ha positivamente accolto le linee regionali e le ha capitalizzate con azioni utili e mirate”, auspica comunque la necessità di favorire l’accesso e l’offerta dei servizi ai Ccn promuovendo una mobilità sostenibile e l’offerta di attrezzature, di definire un bollino di qualità, di dotare tutti i Ccn di un sito web e al contempo di strutturare un unico sito su scala regionale, di creare una fidelity card unica, di definire il ruolo delle Camere di commercio quali possibili soggetti finanziatori dei Cnn.
“Da tale indagine, frutto del lavoro della commissione Sviluppo economico e di tanti incontri con gli addetti ai lavori – ha ricordato il consigliere Ferrucci – è emerso un mondo da valorizzare, come dimostrano i numeri: oltre 100 centri per 10 mila negozi”. 14 sono in provincia di Arezzo, 33 in provincia di Firenze, 12 a Grosseto, 15 a Livorno, 16 a Lucca, 7 a Massa, 17 a Pisa, 9 a Pistoia, 3 a Prato, 9 a Siena. Di questi, 16 a Firenze, 2 a Grosseto e 1 a Livorno risultano poco o per niente attivi.
Marina Staccioli (Gruppo misto), dopo aver ringraziato chi ha permesso tale indagine, si è soffermata sulla peculiarità di tali centri, che nei piccoli paesi diventano luoghi di integrazione, con ricaduta di ricchezza sul territorio. “La Regione dovrebbe crederci di più e sostenerli in maniera più incisiva, per la loro storia e tradizione ma anche come vere e proprie eccellenze da valorizzare”, ha concluso la consigliera.